I panzerotti Casillo, da Bitonto alla Cina…con furore!

Si è chiusa con un successo clamoroso la prima edizione della China International Import Expo tenutasi a Shanghai sul finire del 2018. Si è trattato di un evento molto atteso, realizzato con ampio supporto istituzionale cinese e con il sostegno di organizzazioni internazionali tra cui l’Organizzazione mondiale del commercio e la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo. Organizzata dal CIIE Bureau, dal Ministry of Commerce Cinese e dalla Municipalità di Shanghai, si è tenuta presso l’imponente National Exhibition and Convention Centre ed è stata la prima fiera in Cina dedicata esclusivamente all’importazione di prodotti e servizi che incentiva la presenza di espositori stranieri.

Come previsto dal nuovo corso della politica economica nazionale e su indicazione del Presidente Xi Jinping, che è intervenuto personalmente alla CIIE, la Cina sta puntando sulla crescita dei consumi interni e l’importazione di prodotti di alta qualità rappresenta un fattore strategico. Obiettivo dell’Expo di Shanghai: supportare gli scambi e facilitare l’accesso al mercato cinese a livello internazionale. La fiera è stata strutturata in diversi padiglioni settoriali: prodotti (consumer electronics & appliances, apparel, accessories & consumer goods, automobile, high end intelligent equipment, food & agricultural products, medical equipment) e servizi.

All’interno della sezione “Food and agricultural products” c’eravamo anche noi. O meglio, c’era anche il Sud Italia, e le sue eccellenze. Prime fra tutte, in un periodo storico in cui le esigenze del consumatore finale sono cresciute a dismisura, c’erano le farine, quelle griffate Casillo, marchio numero uno al mondo tra quelli che si occupano di cearicoltura. E sulla “carovana Casilliana” che l’azienda ha spedito in Cina, compariva una delle nostre conoscenze, Daniele Verriello, il re dei panzerotti a Bitonto, padrone di casa del Coenobium (link all’articolo). Ovviamente non ci siamo fatti scappare l’opportunità di intervistarlo.

Ciao Daniele, ben tornato su Typigo, e ben tornato in Puglia. Beh, partiamo dalle origini: chi ti ha contattato per proporti questa mission dall’altra parte del mondo?

Sono stato contattato telefonicamente da Antonio Scocca , dell’ azienda Casillo , verso la metà di Ottobre.

Immagino l’entusiasmo ma anche la responsabilità che avvertivi…

Beh certo, ero assolutamente entusiasta di partecipare ad un evento che, assieme all’azienda Gruppo Casillo, leader mondiale della Semola , mi portava a rappresentare la Puglia, regione che amo e cerco di valorizzare tutti i giorni. Ero realmente emozionato. Forse è quello che provano i calciatori dei club quando si trovano a vestire la maglia della nazionale ai mondiali di calcio.

Parlaci di Shangai.

Per me arrivare in una città come Shangai è stata una grande esperienza, innanzitutto di vita ed in secondo luogo professionale. L’impressione che ho avuto è stata però di una cittadinanza schiva, forse diffidente.  Diciamo che non si fidano molto degli stranieri, ma mi hanno detto che per un ‘’latino’’ è normale evidenziare questo aspetto. Comunque apprezzano sempre più i nostri prodotti, la nostra terra e la nostra cultura. Portare la mia Bitonto sul vassoio, nella testa, nel cuore è stato motivo d’orgoglio per me. La città era sempre con me anche se io ero lontanissimo da lei. Così l’ho celebrata preparando più e più volte la focaccia tipica bitontina, composta – ovviamente – solo con prodotti pugliesi.

L’organizzazione di un evento tanto importante deve essere stata sicuramente un po’ caotica. O sbaglio?

No, non sbagli. Probabilmente hanno esagerato con le istallazioni di sicurezza, anche se, di questi tempi, prevenire è meglio che curare.  La città è collegata benissimo alla fiera, e lo stand della Puglia era posizionato strategicamente in ottima vista, vicino ad un palco dove abbiamo collaborato con altre aziende all’interno di show cooking.

Immagino le personalità di un certo spessore, economico e istituzionale che hai incontrato

Ho conosciuto il Coorporate Chef di Veratour Massimo Sgobba ed i ragazzi di ENAC Foggia, coi quali ho lavorato ma soprattutto ci siamo tanto divertiti. Un po’ alla Totò e Peppino a Milano, solo che noi pugliesi eravamo un tantino più lontani.

Conoscendo il tuo lato patriottico dal punto di vista enogastronomico, la cucina cinese è riuscita a fare breccia nel tuo cuore e sulle tue papille gustative?

Mmmh… nì. La loro cucina non mi fa ancora impazzire, certo, amo assaggiare e sperimentare e così ho fatto… ma preferisco sempre la tavola della nostra amata Italia. Devo aggiungere che ho notato una loro predisposizione all’ordine, alla perfezione ed alla sicurezza. Tanto in cucina quanto nelle loro città.

Narraci il tuo arrivo nel ‘’Celeste impero’’?

Non è stato facile! Soprattutto all’inizio, ma poi mi ci sono addirittura affezionato a questo lontano paese. Il problema è stato più che altro fisiologico: il fuso orario (12 ore!), il jet lag, e gli equivoci organizzativi che sono nati fra noi e gli organizzatori hanno ovviamente avuto ripercussioni quasi “inquietanti” sul mio equilibrio psico-fisico! Sui Cinesi, come detto, posso affermare che noi Italiani dovremmo prendere esempio da molte loro peculiarità. Penso alla laboriosità, ad esempio, o al boom economico che in meno di 15 anni li ha portati sul gradino più alto del mondo. Negli ultimi anni, poi, si sono molto aperti all’eco-sostenibilità ed ai diritti del lavoratore.

Potremmo crescere anche noi così, facendo squadra comune, smettendola di farci le piccole guerre di paesello, ma da noi, si sa… lasciamo perdere, ci facciamo sempre gli stessi discorsi!

Caro il nostro ‘’Marco Polo’’ di Bitonto, chi ti senti di dover ringraziare?

Innanzitutto la Regione Puglia, e poi il Gruppo Casillo che mi ha regalato la straordinaria possibilità di conoscere da vicino un popolo, una nazione, che mi ha sempre affascinato, fin da piccolo.

E tu, Daniele Verriello, cosa stai architettando? Hai qualche sorpresa da spoilerarci?

Io cerco sempre di portare avanti la mia idea di street food, con prodotti locali di qualità. In questo momento sono in giro, per gli eventi, facendo catering. La mia bandiera è sempre quella del panzerotto pugliese, ovviamente fatto con Farina selezione 0 Casillo e semola rimacinata senatore cappelli, sempre del gruppo Casillo. Da qualche mese a questa parte sto setacciando il grande mare dell’enogastronomia italiana in cerca di finanziatori che sposino questo progetto culturale innanzitutto, ed aziendale. C’è un potenziale immenso, dentro e fuori dall’Italia, per i nostri panzerotti!

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