5 requisiti per un marchio aziendale che funziona

Cosa fa di un marchio un segno efficace talmente rilevante da riuscire ad influenzare e sostenere in maniera determinante il successo di un’azienda?

L’ideazione del marchio aziendale, in particolare nell’ambito del food, con riferimento esplicito alla ristorazione ed ai prodotti alimentari, risponde a logiche precise di progettazione per assolvere al concetto di identità aziendale tale da conferirgli quella forza persuasiva di differenziazione. Il processo di elaborazione per l’ideazione di un marchio parte da un briefing preciso e puntuale frutto di una analisi effettuata con il committente che aiuta ad individuare obiettivi aziendali e il codice di un sistema di linguaggi finalizzati a comunicare più efficacemente con il target group selezionato attraverso i diversi mezzi.

L’ideazione è un momento “fuori dal tempo”, ha necessità dei “suoi tempi” che non sono definiti. L’idea deve decantare, deve essere metabolizzata per essere poi rimessa in discussione e trasformarsi in sintesi visiva efficace e riconoscibile. Lo sforzo sta nel saper prendere le distanze da velocità e facilità di ideazione e realizzazione. Il risultato non consiste nel buttare giù un’idea convincendosi di aver già trovato la soluzione. L’idea è una cosa viva nella nostra mente, convive con noi, ci è talmente vicina da esistere nelle elucubrazioni mentali del creativo. Ci osserva e attende pazientemente di essere colta per essere strutturata a misura della comunicazione aziendale.

Nella nostra agenzia di comunicazione ci piace partire dalle considerazioni di un grande maestro dell’identità visiva, Bob Noorda, che ha  fissato il processo di ideazione di un marchio in 5 punti fondamentali che ne esprimono l’efficacia e ci aiutano a capire se un marchio è stato sviluppato in maniera corretta.

1. Sintesi e semplicità

Il marchio è per sua stessa funzione un elemento sintetico che deve facilmente definire l’identità della azienda e deve parlare ad un target con un linguaggio sintetico, riconoscibile, immediato e facilmente comprensibile.

2. Atemporalità

Il marchio deve sopravvivere al tempo e quindi non può essere legato ad un momento ma deve essere in grado di superarlo. In questo si differenzia l’azione di comunicazione che invece comunica un momento preciso.

3. Riproducibilità

Un aspetto essenziale del marchio. Esso deve essere facilmente riproducibile su supporti diversi e in contesti diversi. Per questa ragione il marchio si presenta a colori, in bianco e nero, in positivo, in negativo, pur conservando  le proprie caratteristiche.

4. Memoria

È ciò che il marchio deve essere in grado di scaturire facilmente. Una sua caratteristica importante è di poter essere facilmente memorizzabile presentandosi dunque come elemento semplice e comprensibile a tutti.

5. Identità aziendale

Ovvero immagine coordinata aziendale nella sua completezza. Il marchio può considerarsi solo una parte dell’intera identità aziendale. Questa è costituita da elementi di comunicazione, codici cromatici, i colori, codici tipografici, il lettering e font istituzionali, codici iconografici, pittogrammi e icone e in qualche caso anche codici fotografici, immagini istituzionali.

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