Alla scoperta della Basilicata gourmet: a Potenza da chef Misuriello

 

L’eccezione gourmet che conferma la regola della tradizione. Questa è l’Antica Osteria Marconi di Potenza. La cucina del suo chef, quel Giuseppe Misuriello dai modi sobri ma dagli occhi caldi e luminosi, di certo non dimentica la Lucania, anzi, la completa, la esalta. Abbiamo deciso di intervistarlo. Nativo del capoluogo di regione, colto, accogliente, figlio elegante della sua terra, della sua provincia spesso dimenticata, un territorio in cui bisogna lavorare il doppio per raggiungere la metà dei successi che probabilmente si otterrebbero altrove, chef Misuriello – un po’ come il suo ristorante – è l’eccezione alla regola, è l’esempio vivente che con testardaggine, predisposizione ai cambiamenti e fedeltà verso la qualità, i risultati arrivano.

Ciao chef, e grazie per aver accettato il nostro invito. Presentati alla famiglia di Typigo.

Ciao ragazzi! Ho iniziato il mio percorso nel 1997 aprendo a Potenza un Wine bar. Probabilmente il primo di tutta la regione. Quindi il mio primo approccio è stato con il mondo del vino. Nel 2005 ho rilevato l’Antica Osteria Marconi sempre a Potenza occupandomi inizialmente di sala e cantina. Alla fine del 2012 per una serie di circostanze sono passato in cucina.

Parlaci del tuo percorso formativo. E poi, una curiosità: cosa ti ha spinto a differenziarti dalla maggioranza di ristoranti della zona?

In cucina sono un autodidatta. Ho fatto il liceo scientifico e poi la facoltà di chimica all’università senza però laurearmi. Non è mai stata la voglia di differenziarmi dagli altri ristoranti a spingermi nel mio lavoro, piuttosto cerco di portare avanti la mia idea di cucina.

Parlaci del tuo menù. Come nasce, cosa vuole raccontare e quanto c’è di te?

I miei menù sono naturalmente una sintesi tra ricerca e tradizione, tra ricordi, profumi e la voglia di essere attuale con al centro di ogni piatto sempre il sapore.

Matera 2019. Mettendo al bando stupide beghe campanilistiche, in che modo la città di Potenza può ricavarne dei benefici? 

Matera 2019 avrebbe potuto essere una grande occasione per tutta la regione. Purtroppo devo constatare che non ci sono stati interventi atti a generare flussi verso il Capoluogo che quindi sta beneficiando in maniera molto relativa.

Goethe, nel suo “Viaggio in Italia”, scriveva sul Sud: “Il più splendido tramonto, una serata di paradiso, mi hanno estasiato al ritorno. Ho potuto tuttavia sentire come un contrasto così enorme basti a turbare i nostri sensi. L’orribile accostato al bello, il bello all’orribile, si annullano a vicenda e finiscono per produrre una sensazione d’indifferenza”. Ora chiedo a te: Il nostro Sud è una terra più benedetta o maledetta?

Sono totalmente d’accordo con la definizione di Goethe, il sud è davvero così, tanta bellezza ma tanti, troppi problemi.

Raccontaci il tuo primo ricordo legato al cibo.

Quando ero bambino uno dei momenti più belli dell’anno era la fine dell’estate, quando si faceva la conserva di pomodoro. Tutta la famiglia riunita nello scantinato dei nonni, con il profumo della salsa e con la possibilità di state in giro fino a tardi aspettando la bollitura dei boccacci.

 

E’ stato fantastico conoscere i tuoi genitori, persone amorevoli che in pochi minuti, dal modo in cui mi hanno chiesto di bere un caffè al loro tavolo, mi hanno permesso di assaggiare in quella semplice tazzina la loro storia. Vorresti ringraziarli?

Certo. I miei genitori mi aiutano quotidianamente al ristorante di Potenza, soprattutto per questioni burocratiche.

Che vino, che libro, che film ci consiglieresti?

I vini che amo sono tanti e il mio preferito cambia a seconda del periodo, però un grande Fiano con sulle spalle qualche anno d’età mi rende sempre felice.
Stessa cosa per i film. I miei preferiti li rivedo periodicamente. Breaking Bad è una serie tv che trovo geniale.
Leggo più che altro libri di cucina, non riesco a leggere tanto.

Per salutarci facciamo un gioco: chiudendo gli occhi e tornando indietro nel tempo, il bambino Giuseppe cosa chiederebbe allo Chef Misuriello? E quest’ultimo cosa gli risponderebbe?  

Beh, Mario… devi sapere che la pasta con il sugo alla genovese era il mio piatto preferito da bambino. In assoluto. Sarebbe bello sapere se a Giuseppino sarebbe piaciuta anche quella che prepara adesso chef Misuriello!

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