Melanzane: storia, aspetti nutrizionali, consigli e ricette

La melanzana, originaria dell’India, è quell’ortaggio presente sulle tavole degli italiani e proposta in varie ricette e preparazioni anche sfiziose. Inizialmente veniva considerata come una “mela non sana” poiché l’ortaggio non è commestibile crudo. Appartenente alla famiglia delle Solanacee – come i pomodori e le patate – le melanzane crude presentano una sostanza tossica per il nostro organismo rappresentata dalla solanina ed è pertanto consigliato consumarla solo cotta secondo specifici metodi di cottura più sani consigliati in questo articolo. Esistono diverse tipologie di melanzane, dalle lunghe alle tondeggianti, dalle nere alle violacee e addirittura anche bianche. E si possono conservare in frigorifero per circa 4 giorni.

Aspetti nutrizionali e proprietà benefiche

Presenta un contenuto elevato di acqua ed in minor quantità anche carboidrati, grassi e proteine. Particolarmente ricca di potassio, in grado di tenere a bada la pressione, e di fibre essenziali per controllare l’assorbimento intestinale di colesterolo ma anche di glucosio. Azione diuretica, depurativa, antinfiammatoria, rimineralizzante, ipocolesterolemizzante.  Anche azione antiossidante con un valore pari a 1400 unità orac per 100 grammi di alimento fresco ed è pertanto in grado di contribuire a combattere l’invecchiamento, l’infiammazione, le malattie cardiovascolari, il cancro. Ideale anche in regimi alimentari controllati poiché viene considerata ipocalorica con un valore pari a 18 Kcal per 100 grammi di alimento crudo.

Consigli per la cottura

È caratterizzata dal colore viola della buccia che è particolarmente ricca di molecole antiossidanti, le antocianine, che donano il color viola alla buccia. La buccia deve essere liscia e tesa, senza ammaccature e parti ammuffite per essere una melanzana fresca. La sua polpa è morbida e bianca e tende a scurire. Pertanto si consiglia di irrorarla con succo di limone.

Attenzione durante la cottura della polpa poichè tende ad assorbire il condimento utilizzato diventando ipercalorica e pertanto si consiglia un condimento di qualità ed in quantità moderata.

Saltate in padella oppure stufate in un tegame con acqua, olio EVO, cipolla ed erbe aromatiche da cucina – famosa ciambotta di melanzane – sono tra i metodi di cottura più sani che vengono consigliati. Da evitare sicuramente la frittura e la grigliatura.

Varianti e preparazioni in 3 ricette per ogni portata. Come cucinare le melanzane:

Primo piatto

1. Pasta alla norma condita con melanzane, pomodoro fresco e quanto basta di ricotta dura.

2. Cereali a scelta anche in chicco – riso basmati integrale, farro, orzo, ecc. – melanzana e salsiccia magra e fresca

3. Pennette al ciambotto di melanzana e foglie di basilico

Secondo piatto

1. Barchette di melanzane al forno ripiene con carne fresca tritata e spolverata di pangrattato.

2. Medaglioni di melanzana farciti con affettato magro a scelta, foglie di basilico e se si desidera con aggiunta di polpa di pomodoro fresco.

3. Parmigiana bianca di melanzane con un ripieno a base di mozzarella oppure formaggio primosale

Il “Caciocavalloimpiccato” apprezzato anche in Germania

 

A noi di typigo piacciono le cose semplici e buone si sa e questo ci ha portato ad incontrare Saverio Mancino, il lucano del progetto “Caciocavalloimpiccato“, di rientro dal suo ultimo taste tour in Germania.

Ben rientrato Saverio raccontaci com’è andata in Germania.

Questa volta abbiamo portato il nostro progetto “Caciocavalloimpiccato” per un food test di prova direttamente in Eataly a Monaco di Baviera dove abbiamo proposto le nostre prelibatezze al popolo tedesco che ha apprezzato con entusiasmo la nostra idea. Mi piace affermare che il nostro Carrello ha VINTO!  Una settimana di “gusto” durante la quale abbiamo avuto modo  di proporre le nostre ricette.

 

Parlaci del Carrello del Caciocavalloimpiccato.

Ci stiamo lavorando da circa 4 anni, è uno carrello particolare per come è adattabile alle varie esigenze. Consente la possibilità di degustare il Caciocavalloimpiccato ovunque in totale indipendenza e senza alcun limite. Possiamo affermare che è stata una soluzione intelligente e smart davvero apprezzata dagli operatori che si affiliano al nostro brand.

 

I “degustatori” di Monaco come hanno accolto il progetto del Caciocavalloimpiccato?

La forza di questa idea è nella sua storia. Per questa ragione ci piace raccontare delle usanze dei pastori lucani, della transumanza nei boschi della nostra Basilicata, e di come utilizzavano questa gustosa pietanza durante i loro spostamenti, abbiamo raccontato i nostri prodotti, gestibili nel tempo dalle nostre anziane massaie senza le tecnologie di oggi, abbiamo rievocato antiche tradizioni della terra di Basilicata ricca di risorse e luoghi inesplorati.

È un viaggio straordinario nella storia raccontato attraverso i prodotti e la passione degli artigiani Lucani che giorno dopo giorno continuano a tramandare i valori della terra di Basilicata con la forza dell’impegno quotidiano.

E poi ci sono le specialità, le nostre deliziose ricette, in particolare la GOURMET, realizzata con scaglie di peperone crusco tartufata e miele millefiori, una gioia irresistibile per il palato e per “i miei personali ricordi” da bambino.

 

Oggi con la stessa passione degli artigiani lucani, con le nostre attrezzature disegnate per rievocare la storia di questo prodotto culinario, sentiamo sempre di più di essere custodi di straordinarie tradizioni che divulghiamo attraverso il nostro progetto.  L’apprezzamento che incontriamo ovunque ci gratifica e ci rende fieri e felici per il lavoro che fin qui abbiamo fatto e continueremo a fare.

L’evoluzione del Balì a Venosa: il produttore “racConta” il cibo

Il “Produttore racConta” è il nuovo format lanciato nella nuova vineria Balì di Venosa il 10 maggio 2019: nasce dalla voglia di raccontare e dare valore al prodotto, vera espressione identitaria di un territorio e valore culturale spesso dimenticato. L’idea è stata sviluppata in collaborazione con Typigo e si pone l’obiettivo di ricercare eccellenze sul territorio, raccontarle attraverso la viva voce dei produttori e “incorporarle” attraverso menu studiati per smuovere papille gustative assopite.

Chef Angelo Fiorisi

Il racconto si è snodato attraverso una fruizione di piatti/vini che andavano dal più complesso ad elaborazioni più strutturate. Attraverso il primo morso si è scoperta la produzione della soppressata di cinghiale e l’abbinamento con pane e olio; il primo sorso è stato accompagnato dal Re Manfredi Bianco Igt prodotto con uve Muller Thurgau e Traminer aromatico.

Nel secondo piatto ci si è lasciati sorprendere dalla burrata di Forenza del caseificio Caggiano con tartufo del Vulture, olio e capocollo di cinghiale. Il vino abbinato è un’intepretazione moderna dell’Aglianico del Vulture “Taglio del Tralcio“, un vino morbido e immediato.

Il terzo e ultimo piatto, presentato come esperimento della serata, è stato il borzillo (salume di cinghiale spalmabile) con limone-pane e crema di piselli. L’abbinamento è andato verso la punta di diamante dell’azienda Re Manfredi, ovvero, il “Serpara” DOCG: un capolavoro del 2013 , stagione che si è distinta per un andamento climatico particolarmente favorevole con primavera mite, estate non particolarmente calda e precipitazioni moderate.

Mandorle: benefici e proprietà delle mandorle

Oggi il ruolo dell’alimentazione ha l’obiettivo di prevenire tutte quelle patologie legate all’obesità ma anche evitare carenze nutrizionali sia in quella fascia d’età adolescenziale in fase di crescita intensa ma anche in età riproduttiva, in gravidanza ed in età adulta. La stagione delle mandorle sta per arrivare e la natura ci viene incontro offrendo un efficace integratore naturale dalle innumerevoli proprietà e benefici.

La mandorla è il frutto del mandorlo (genere: Prunus – Specie: Prunus dulcis, Amygdalus communis L. oppure Prunus amygdalus) diffusa in tutto il Mediterraneo, in particolare in Grecia. Fonte rilevante di acidi grassi monoinsaturi indispensabili per il nostro organismo, contiene anche vitamine del gruppo B, E, folati e sali minerali, in particolare magnesio, rame, potassio, ferro, calcio, ecc.

E voi sapete quali sono i benefici delle mandorle?

  • azione ipocolesterolemizzante grazie alla presenza di vitamina E, sali minerali tra cui magnesio e rame, fibre e acidi grassi buoni;
  • azione preventiva nei confronti del diabete poichè contribuiscono a rallentare l’assorbimento intestinale degli zuccheri in quanto ricche di fibre ed acidi grassi monoinsaturi;
  • azione terapeutica per il benessere delle ossa grazie alla presenza di diversi minerali in particolare il calcio per prevenire osteoporosi e fragilità ossea e per fortificare le ossa in età adolescenziale;
  • azione benefica e saziante per migliorare la perdita di peso anche in regimi alimentari controllati come valido spuntino spezza-fame;
  • azione energetica e pertanto indicate per contrastare l’anemia da carenza di ferro nei bambini, negli adolescenti in fase di crescita, nelle donne in età riproduttiva ed in gravidanza;
  • azione lassativa in caso di stipsi in quanto favoriscono l’evacuazione delle feci grazie alla presenza delle fibre tanto da essere considerate dei veri e propri prebiotici naturali

Parte integrante di una sana e corretta alimentazione rappresentano un alimento fondamentale non solo per poter controllare una serie di patologie e combattere disturbi gastrointestinali ma anche per favorire la perdita di peso quando inserite in una dieta dimagrante ed evitare carenze nutrizionali dovute a ridotto introito in seguito ad inconsapevoli diete drastiche come spesso si verifica in adolescenza in particolare tra le ragazze molto attente alla loro forma estetica.

 

Storia, tradizione e ricetta dell’antico grano cotto

Gràne che ru mm’r’cutt (grano con il vino cotto)

Sono antichissime le usanze che si tramandano e ritornano come ogni anno nel giorno della commemorazione dei defunti che ricade il 2 novembre. Quando tale ricorrenza s’avvicina c’è un dolce antico fatto con ingredienti semplici offerti dalla natura proprio in questo periodo dell’anno e che ancora oggi viene preparato in casa e viene ricordato con il nome di grano con il vino cotto. Tutti ma proprio tutti lo ricordano sin dall’infanzia.

Ci sono tradizioni culinarie che raccontano veramente la storia di un popolo. Infatti, è doveroso raccontare per ricordare ciò che accadeva intorno agli anni ’50 quando si viveva in condizioni di povertà. Molte erano le persone povere di quei tempi che aspettavano questa ricorrenza per bussare alla porta dei più ricchi esclamando “ddán’m di murte” e così i ricchi offrivano loro non solo il grano cotto ma anche altri alimenti che avevano in casa. Un vero e proprio gesto di solidarietà tra poveri e ricchi.

Questo dolce tipico della festività dei defunti è elaborato con ingredienti semplici provenienti dalla terra e di stagionalità autunnale: melagrano, noci, vino cotto e grano. In particolare c’è un ingrediente che rappresenta anche uno dei 5 colori del benessere cioè il rosso ed è proprio il melagrano. In generale, ciascuno presenta specifiche proprietà e benefici per la salute e che messi insieme sono un vero e proprio cocktail di salute. Un dessert gustoso e completo di tutti i nutrienti.

Ricetta

Ingredienti: grano cotto, 500 gr; gherigli di noci sgusciate, 150 gr; melagrana, n.1 – 2; vino cotto, q.b.

Preparazione: i chicchi di grano vengono messi prima in ammollo cambiando spesso l’acqua e successivamente lessati in abbondante acqua non salata. Una volta raggiunta la cottura al dente si scolano e si fanno raffreddare sotto l’acqua fredda correte; vengono mescolati insieme ai gherigli di noci a pezzettini ed ai chicchi di melagrano. Infine, per completare la preparazione di questo dolce si aggiunge a poco a poco il vino cotto continuando a mescolare fino a rendere tale composto omogeneo. Per quanto riguarda il vino cotto si può scegliere in base al gusto personale sia quello ottenuto dall’uva che quello derivante dai fichi.

Variante: cioccolato fondente a pezzettini, cannella, canditi.

 

Immagini: Facebook

 

Tempo di zucca: proprietà, benefici e corretto utilizzo in cucina

La zucca, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, è un alimento povero di calorie ma ricco di nutrienti. Nel pieno della sua stagionalità da ottobre fino a dicembre offerto dalla natura. Presente nella sua forma tonda oppure lunga è caratterizzata dal suo vivace colore giallo-arancione.

Benefici e proprietà nutrizionali

Antinfiammatorio, calmante, emolliente, lassativa, diuretica oltre ad essere anche facilmente digeribile. Per la sua predominanza del colore arancione contiene betacarotene. Ricca anche in Vitamine del gruppo B, Vitamina A, C, E ed acido folico. Contiene anche sali minerali in particolare ferro, calcio e potassio ma anche fosforo e zinco. Discreta quantità di fibra che le conferisce un potere saziante e numerosi amminoacidi quali triptofano, arginina, acido aspartico e glutammico. La polpa è particolarmente ricca di acqua tanto da essere un alimento a basso contenuto calorico con un apporto di circa 18 Kcal per 100 gr di polpa.

Utilizzo: per piatti salati e dolci come risotto, minestre, al forno, al vapore, dolci

Particolarità: i semi di zucca (ricchi di acidi grassi essenziali omega-3, omega-6, Vitamine B, E e Sali minerali) sono l’alimento che contiene la maggiore quantità di arginina. Tostati e non salati, da assumere dopo il pasto, vengono utilizzati come rimedio fitoterapico, ad esempio nell’ipertrofia prostatica benigna. La tostatura o una scarsa masticazione impediscono l’assorbimento delle sostanze nutrienti solubili in acqua, come tiamina, riboflavina, niacina e vitamine B6, B12 e C.

Conservazione: Le zucche intere possono essere conservate per tutto il periodo invernale in ambiente buio, fresco e asciutto. La tradizione vuole che si mangino entro carnevale. I pezzi di zucca cruda si conservano in frigorifero, nel reparto delle verdure, avvolte dentro la pellicola trasparente, e vanno consumate nel giro di pochi giorni, poiché si disidratano facilmente. La sua polpa può essere anche congelata, meglio se prima sbollentata.

Profumo d’autunno in tavola con i legumi

Una volta si diceva che “i legumi erano la carne dei poveri“, infatti, vantano proprietà nutrizionali tali da essere considerati veri e propri sostituti dei secondi piatti di origine animale. I più comuni sono fagioli, piselli, lenticchie, fave e ceci; meno comune è invece l’uso di soia, arachidi e lupini.

Tutti i legumi, proteine vegetali, sono definiti proteine di “media qualità” poiché non complete di tutti gli amminoacidi essenziali essendo carenti in metionina e cisteinaLa metionina e cisteina sono invece presenti nei cereali integrali che a loro volta sono carenti di altri amminoacidi, lisina e triptofano, che ritroviamo in maniera consistente nei legumi. Un piatto completo quindi è dato dalla corretta combinazione di legumi e cereali integrali. Da un punto di vista scientifico questa combinazione viene definita “complementazione proteica”.

Pertanto, cereali integrali e legumi insieme ci forniscono tutti gli amminoacidi essenziali di cui abbiamo bisogno e per tale ragione rappresentano un piatto, dal punto di vista proteico, non più di “media qualità” ma ad “elevato valore biologico” come il pesce e la carne.

Consigli per l’uso

Si suggerisce di aggiungere alcune erbe aromatiche, come per esempio l’alloro, non solo in fase di ammollo ma anche durante la cottura per prevenire il fastidio del gonfiore di pancia. Si sconsiglia, inoltre, l’uso del bicarbonato che impoverisce i legumi alterandone le qualità nutrizionali.

Come cuocere i legumi

Lasciate a bagno i legumi per circa 10-12 ore cambiando l’acqua di ammollo varie volte. Mettete a cuocere con acqua 1 parte di legumi e 3 parti di acqua rispettando i seguenti tempi di cottura a fuoco lento in pentola normale mentre si riducono se si usa la pentola a pressione:

 

  • Circa 3-4 ore per ceci e fagioli;
  • Circa 1-2 ore per le lenticchie;
  • Circa 2-3 ore per fave e piselli secchi.