Mastro panettone 2018: intervista ai protagonisti dell’evento

Aggirandoci tra gli stand nella sala grande dell’evento Mastro Panettone 2018, laddove i maestri in gara hanno potuto presentare al pubblico le loro creazioni, in un turbinio di alveolature, consistenze, ed aromi strepitosi, abbiamo incontrato ed intervistato diverse figure di spicco della manifestazione. A svolgere gli onori di casa ci ha pensato Grazia Intini, colei che non fatichiamo a definire la “first lady” della manifestazione.

Wow, Grazia! Che dire… non ho mai visto tanti piccoli capolavori tutti assieme. Questi panettoni fanno di una location strepitosa come Villa Menelao una sorta di museo per golosi.

Certo, e considera che quelli che vedi qui sono solo una piccolissima parte del totale. La manifestazione vera e propria parte fin da ottobre, con le candidature ed i primi assaggi. Da questa prima selezione siamo arrivati alla quota tonda (ma casuale) dei 100 tradizionali e dei 90 creativi, entrati effettivamente in concorso.Dopo ulteriori selezioni abbiamo decretato faticosamente (perché, credimi, non è stato affatto facile data l’altissima qualità) i panettoni finalisti che vedi qui esposti: 17 per la categoria “tradizionali”, e 20 per i “creativi al cioccolato”. Fondatore della manifestazione è Massimiliano Dell’Aera di Goloasi.it un uomo d’una intelligenza e di un garbo impressionanti. Il suo affetto verso la nostra terra di Puglia è secondo solo al suo entusiasmo.

Importante anche il risvolto sociale della vostra manifestazione.

Sì. Come sai non promuoviamo solo la qualità delle materie prime ma anche quella “sociale”, nel senso che ci impegniamo a consegnare parte dei panettoni in concorso a importanti strutture di sostegno sociale del territorio come la Caritas, la Fondazione ONLUS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte e Villa Eden – Residenza Socio Sanitaria

 

Salutiamo Grazia e ci avviciniamo verso uno dei temibili giudici tecnici. E’ sicuramente il più imponente del panel, ma vi possiamo garantire che non incute timore, anzi, è buono come uno dei suoi famosi dolci. Si tratta di Eustachio Sapone, maestro pasticciere della Pasticceria Dolceria Sapone, ad Acquaviva delle Fonti, nonché vincitore della prima edizione della kermesse tenutasi l’anno scorso.

Caro Eustachio, che bello incontrarti in questa veste. Com’è stato passare dall’altra parte della barricata?

Beh… un compito di grande responsabilità. E’ un vero onore giudicare colleghi e amici. Ma non è semplice. Penso che sia più facile essere giudicati che decretare il migliore panettone d’Italia.

E’ proprio vero: da grandi poteri derivano grandi responsabilità, direbbe Ben Perker in Spider-man. Così come da grandi pasticceri derivano grandi panettoni. A tal proposito, che mi dici dei finalisti? Tra i tuoi colleghi pasticceri hai trovato qualche lavoro che ti ha particolarmente suggestionato?

Hanno fatto tutti quanti un ottimo lavoro, ma penso che anche quest’anno il mio non sarebbe stato da meno. Sai, sono oltre 10 anni che faccio e vendo il panettone tutto l’anno. Ho sposato la causa della Puglia e lo dimostro con i miei due panettoni sempre in produzione, anche ad Agosto. Quello con le olive celline leccesi e quello alla cipolla rossa d’Acquaviva candita.

Quindi puoi attestare una crescita culturale da parte del pubblico in tutti questi anni?

Al Sud abbiamo la cultura e la passione del dolce, molto più che al nord. Grazie a dio al sud siamo grandi consumatori di dolci. Da tutte le tavole non è concesso di alzarsi prima del dolce. Un dolce è tradizione, è storia, è famiglia, è socialità.

Quindi possiamo ormai dire che il panettone è un dolce concettualmente valido per tutto l’anno?

Vedi Mario, oggi in giuria, accanto a me, c’era un grande amico, Vincenzo Tiri, il padre del panettone moderno. Certo, chi l’ha sdoganato in passato sono stati i maestri Iginio Massari e Achille Zoia, ma è a Tiri che va riconosciuto il merito di aver stravolto con rispetto una ricetta storica, puntando sull’impasto iper-soffice. E’ a lui che deve andare il nostro massimo rispetto: è partito in un piccolo paese della provincia di Potenza ed anche dopo il successo lì è rimasto. Da lì detta legge. E’ o non è questo un piccolo miracolo del Sud?

 

Dopo aver tastato l’umore della giuria, nella persona di Eustachio Sapone, passiamo a quello dei finalisti. Fermiamo uno di quelli che mi hanno colpito maggiormente, e non solo per la bontà del suo panettone quanto per il più ampio disegno di cultura enogastronomica che sta portando avanti nella capitale dei trulli, Alberobello. Lui è Mario D’Oria di Profumi dal Ponte.

Grande Mario, è sempre bello rivederti. Considerazioni su Mastro Panettone?

È stato un evento elegante come un panettone. Bellissimo. Non ero in salute in verità, ma è stata la festa dei pasticcieri e dei panettieri. Vedere tanti colleghi, sia in giuria che tra i concorrenti e visitatori è stata un’emozione unica.

Un contest azzeccato, dunque.

Credo che questo contest sia unico nel suo genere perché non è una semplice gara ma un insieme di cultura, buona musica, esposizione di marchi, vendita di prodotti e tanta gente interessata ed interessante. Spero che non cambi mai.

Che risultato hai conseguito?

Personalmente sono uscito un po’ amareggiato, pensavo di raggiungere il podio ma così non è stato. Sono giunto quarto… ma resto orgoglioso di me e dei ragazzi che mi hanno aiutato in questo progetto. Siamo già pronti a ripartire e a far ancora meglio.

Ci forniresti dei dettagli tecnici sul vostro prodotto?

Il mio panettone presenta un’ottima alveolatura, una buona presenza ed un perfetto gusto e taglio. Sono stato punito nei profumi e nell’aroma, probabilmente non aveva quella spinta decisa, ma come detto sono orgoglioso del nostro lavoro… e poi di aver incontrato tanta gente che crede nella cultura e nella conoscenza enogastronomica e, soprattutto, che la sa trasmettere bene.

 

Chiudiamo in bellezza la nostra serata (ed il nostro reportage) accostandoci nientemeno che al fondatore ed ideatore della manifestazione, Massimiliano Dell’Aera.

Grazie per averci invitato caro Massimiliano, e complimenti per la riuscita di un evento che fa da eco per la nostra terra, per la tua terra, e le permette di abbracciare il mondo. Quindi, da pugliese, non posso che lodarti.  Ora, a caldo, vuoi tirare le somme di questa seconda edizione?

Grazie per i complimenti ma sono da allargare a tutto il team. Personalmente sono addirittura più soddisfatto rispetto all’anno scorso.  Con un pizzico di orgoglio posso dire che abbiamo rasentato la perfezione. Altissima la qualità dei partecipanti, dei giudici, del pubblico. Quest’ultimo è stato molto partecipe e ciò non può che farmi piacere. Dovrei ringraziare una marea di persone, dagli sponsor, al personale impeccabile di Villa Menelao, ai partecipanti… Loro per primi hanno dimostrato che, prendendo esempi dai maestri, un prodotto come il panettone, non appartiene più ad una sola parte dell’anno. Anche qui al Sud.

E per la prossima edizione quali novità avete in serbo per noi? Vuoi “spoilerarci” qualcosa?

Si, ne abbiamo tante. Questi successi ti spingono sempre a superarti. Pertanto, posso dire che oltre a riproporre l’evento sul panettone metteremo in piedi anche un contest sulla colomba, si chiamerà “divina colomba”. Un altro progetto, decisamente più ambizioso, ma ancora in fase embrionale, sarebbe quello di inaugurare un contest itinerante, per l’Italia intera, con i prodotti tipici regionali.

 

Dopo aver salutato tutti, percorrendo il vialetto di pietra viva che conduceva al parcheggio, non ho potuto non fare a meno di gettare un ultimo sguardo sulla suggestiva ed antica struttura che ci ha ospitati, Villa Menelao, per l’occasione totalmente volta al futuro. Così, spontaneamente, ho iniziato a riflettere sull’importanza che hanno eventi come questo per quanto riguarda il fare rete, il gioco di squadra. Girare per l’Italia sulla scia dei prodotti tipici (come ci ha anticipato il founder Dell’Aera) non vorrebbe dire mettere le singole regioni, ed i singoli produttori, gli uni contro gli altri. Una rassegna così titanica, invece, presenterebbe ad ogni partecipante l’occasione di prestare occhio ai pregi altrui, di farli propri, cedendogli conseguentemente il meglio che ha da offrire, in uno scambio sempre più fitto di conoscenze. Lo stesso dicasi per la manifestazione di stasera, una parata nella quale si sono strette le maglie di un’unica rete, quella di un dolce tra i più rappresentativi del made in Italy. E’ questa l’unica strada che, a noi amanti dei buoni sapori e saperi, ci si può porre davanti. Il fine del viaggio è il viaggio stesso sosteneva qualcuno. Lungo il percorso è infatti possibile raccogliere informazioni, barattare pareri, mettersi in gioco aggiungendo al proprio passo quello di nuovi compagni di viaggio. E’ questo l’unico vialetto di pietra viva da percorrere in futuro.

Missione golosa: decretare il migliore panettone artigianale d’Italia

Questa la finalità dell’evento “Mastro Panettone” tenutosi a Novembre presso l’antica masseria fortificata “Villa Menelao”, nell’agro di Turi (provincia di Bari), giunta alla sua seconda edizione. L’imponente macchina organizzativa messa in piedi da Goloasi.it ha riunito maestri pasticceri provenienti da ogni angolo della penisola, talmente tanti e talmente tanto qualificati che sono occorse due giurie per poterli esaminare: una tecnica (composta da pasticceri ed esperti del settore come Vincenzo Tiri, Giuseppe Mancini, Eustachio Sapone, Giuseppe Russi e Marco Picetti) ed una popolare di qualità (che annoverava il Prof. Osvaldo Buonaccino D’Addiego, vice preside presso l’ITESS Pertini-Anelli di Turi e Castellana Grotte, il critico gastronomico Antonella Millarte, ed il giornalista Vito Catucci).

 

Ad aggiudicarsi il premio di suddetta giuria popolare è stato, per il migliore panettone tradizionale, Giuseppe Mascolo della Pasticceria Mascolo (Visciano – NA).

Il panettone più buono al cioccolato, ha trionfato quello di Josè Lerario del Caffè Roma (Putignano – BA).

Premiato anche il vincitore del contest Facebook “Miglior Packaging”, assegnato a Dolce Passione di Locorotondo (BA).

Dulcis in fundo (è il caso di dirlo) ecco le premiazioni conferite dalla giuria tecnica:

Premio “miglior panettone tradizionale”:

Primo classificato: Francesco Borioli – Infermentum (Stallavena – VR)

Secondo classificato: Bruno Andreoletti – Pasticceria Andreoletti (Brescia – BS)

Terzo classificato: Giuseppe Mascolo – Pasticceria Mascolo (Visciano – NA)

 

Premio “miglior panettone al cioccolato”:

Primo classificato: Annibale Memmolo – Pasticceria Memmolo (Mirabella Eclano – AV)

Secondo classificato: Vito Micoli – Dolce Passione (Locorotondo – BA)

Terzo classificato: Luigi Giannotti – Giannotti (Bovino – FG)

5 requisiti per un marchio aziendale che funziona

Cosa fa di un marchio un segno efficace talmente rilevante da riuscire ad influenzare e sostenere in maniera determinante il successo di un’azienda?

L’ideazione del marchio aziendale, in particolare nell’ambito del food, con riferimento esplicito alla ristorazione ed ai prodotti alimentari, risponde a logiche precise di progettazione per assolvere al concetto di identità aziendale tale da conferirgli quella forza persuasiva di differenziazione. Il processo di elaborazione per l’ideazione di un marchio parte da un briefing preciso e puntuale frutto di una analisi effettuata con il committente che aiuta ad individuare obiettivi aziendali e il codice di un sistema di linguaggi finalizzati a comunicare più efficacemente con il target group selezionato attraverso i diversi mezzi.

L’ideazione è un momento “fuori dal tempo”, ha necessità dei “suoi tempi” che non sono definiti. L’idea deve decantare, deve essere metabolizzata per essere poi rimessa in discussione e trasformarsi in sintesi visiva efficace e riconoscibile. Lo sforzo sta nel saper prendere le distanze da velocità e facilità di ideazione e realizzazione. Il risultato non consiste nel buttare giù un’idea convincendosi di aver già trovato la soluzione. L’idea è una cosa viva nella nostra mente, convive con noi, ci è talmente vicina da esistere nelle elucubrazioni mentali del creativo. Ci osserva e attende pazientemente di essere colta per essere strutturata a misura della comunicazione aziendale.

Nella nostra agenzia di comunicazione ci piace partire dalle considerazioni di un grande maestro dell’identità visiva, Bob Noorda, che ha  fissato il processo di ideazione di un marchio in 5 punti fondamentali che ne esprimono l’efficacia e ci aiutano a capire se un marchio è stato sviluppato in maniera corretta.

1. Sintesi e semplicità

Il marchio è per sua stessa funzione un elemento sintetico che deve facilmente definire l’identità della azienda e deve parlare ad un target con un linguaggio sintetico, riconoscibile, immediato e facilmente comprensibile.

2. Atemporalità

Il marchio deve sopravvivere al tempo e quindi non può essere legato ad un momento ma deve essere in grado di superarlo. In questo si differenzia l’azione di comunicazione che invece comunica un momento preciso.

3. Riproducibilità

Un aspetto essenziale del marchio. Esso deve essere facilmente riproducibile su supporti diversi e in contesti diversi. Per questa ragione il marchio si presenta a colori, in bianco e nero, in positivo, in negativo, pur conservando  le proprie caratteristiche.

4. Memoria

È ciò che il marchio deve essere in grado di scaturire facilmente. Una sua caratteristica importante è di poter essere facilmente memorizzabile presentandosi dunque come elemento semplice e comprensibile a tutti.

5. Identità aziendale

Ovvero immagine coordinata aziendale nella sua completezza. Il marchio può considerarsi solo una parte dell’intera identità aziendale. Questa è costituita da elementi di comunicazione, codici cromatici, i colori, codici tipografici, il lettering e font istituzionali, codici iconografici, pittogrammi e icone e in qualche caso anche codici fotografici, immagini istituzionali.

Tumact Me Tulez 2018: a Barile il festival dell’Aglianico e dei prodotti tipici

Inaugura la stagione delle sagre nel Vulture il Tumact Me Tulez 2018, manifestazione che nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per il settore enogastronomico del territorio.  L’appuntamento è per sabato 6 e domenica 7 ottobre 2018 tra le vie del caratteristico centro storico di Barile .

L’evento, organizzato dalla Pro Loco di Barile in collaborazione con il Comune di Barile, prende il nome dal piatto tipico tramandato nei secoli: il “Tumact me Tulez“, ovvero tagliatelle con mollica di pane fritta con noci tostate in un sugo di alici e filetto di pomodoro.

Il “Tumact Me Tulez“, piatto tipico di Barile, è il risultato di una contaminazione locale con la minoranza linguistica arberëshë. A partire dal 1477, infatti, varie colonie di albanesi si insediarono nel piccolo centro influenzandone la lingua, i sapori e i costumi. Il piatto in questione è alla base di un processo di rivalutazione da parte della Pro Loco locale. La degustazione dei piatti tipici e del vino Aglianico del Vulture Doc, verrà affiancata da stand espositivi delle eccellenze enogastronomiche lucane.

Il programma completo:

 

Pro Loco: tessera del socio dedicata a Matera 2019

Matera – L’Unione delle Pro Loco celebra “Matera 2019” dedicando alla “Capitale Europea della Cultura” la “Tessera del socio Pro Loco 2019” che recherà   un’immagine della città lucana; la card verrà stampata e distribuita a tutti i soci delle Pro Loco d’Italia, in 600mila esemplari.

La card è stata presentata oggi alla stampa nella sede di Fondazione Matera 2019 e sarà distribuita ai 600mila associati delle Pro Loco italiane. Segno distintivo e di appartenenza dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, composta da oltre 6.200 Pro Loco, la tessera sarà il biglietto da visita di Matera e della Basilicata in tutto il Paese grazie all’azione dei volontari, promotori di tradizioni, cultura e identità.

L’iniziativa rientra nell’intesa fra l’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia e la “Fondazione Matera – Basilicata 2019” che vede una serie di azioni finalizzate alla promozione delle attività di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della Basilicata e alla divulgazione del programma di eventi allestito dalla Fondazione, tra i quali la realizzazione da parte dell’Unpli di due importanti manifestazioni che si svolgeranno nel periodo 24-26 maggio 2019.

La tessera rappresenta “uno stimolo per tutte le attività culturali delle Pro Loco in Italia, ampiamente riconosciute a tutti i livelli per la salvaguardia del patrimonio immateriale del nostro Paese” dichiara Antonino La Spina, presidente dell’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia (Unpli). “È elemento imprescindibile per noi – continua –  contribuire concretamente alla celebrazione di Matera a Capitale europea della cultura in quanto Matera 2019 non è solo la festa di Matera ma dell’intero Paese”.

“Ampia soddisfazione per il riconoscimento ricevuto da parte dell’Unpli che dimostra l’attenzione delle Pro Loco nei confronti della città di Matera. Questo è l’avvio di una serie di iniziative che hanno il duplice obiettivo di spingere il tesseramento soci delle Pro Loco d’Italia e  di promuovere gli eventi che caratterizzeranno Matera 2019 anche attraverso il passaporto culturale per il cittadino temporaneo che lanceremo prossimamente”, afferma il presidente di “Fondazione Matera – Basilicata 2019” Salvatore Adduce.

Per il direttore di Matera 2019 Paolo Verri: “Il turista non è visto più come turista ma come cittadino temporaneo, un concittadino con cui scambiarsi storie. Avere dunque uno strumento di promozione così capillare come la tessera dell’Unione delle Pro Loco, che arriva ad un pubblico attento, significa lavorare per migliorare l’accoglienza e la qualità della vita della città che è il principio alla base della candidatura di Matera a Capitale europea della cultura 2019”.

È questa la seconda iniziativa dell’Unpli a Matera, spiega il presidente Pro Loco Unpli Basilicata e membro della Giunta nazionale Unpli con delega a Matera 2019 Rocco Franciosa: “Nel 2010  la realizzazione del più grande presepe del mondo nei Sassi, oggi questa grande opportunità per Matera e la Basilicata che ci auspichiamo possa continuare oltre il 2019 con un percorso che prevede qui a Matera il raduno delle Pro Loco lucane quando affronteremo insieme il tema della cultura e del turismo”.

“La tessera del socio Pro Loco 2019 è il segno distintivo di tutti i soci delle Pro Loco italiane e una opportunità di vantaggi per i volontari che offrono il proprio apporto nella valorizzazione del patrimonio culturale che grazie all’iniziativa di quest’anno diventeranno parte di questa grande iniziativa”, aggiunge Rocco Lauciello, responsabile nazionale Unpli Tessera del socio e presidente Unpli Puglia.

Alla conferenza stampa erano presenti anche l’assessore al Turismo del Comune di Matera Mariangela Liantonio,  il responsabile Promozione e sviluppo dell’Apt Basilicata Gianni Lacorazza e il presidente Pro Loco di Matera Claudio Rospi, il consigliere nazionale Pierfranco De Marco e il responsabile nazionale della promozione delle attività musicali Unpli Pasquale Menchise.

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