Chef Giovanni Gigante: un giovane emigrato di successo

chef Giovanni Gigante Non sono molti i giovani cuochi meridionali “emigrati” all’estero che, in questo momento storico, sono in grado di regalarci emozioni e soddisfazioni superiori a quelle che ci offre Giovanni Gigante. Si sa, il cuore dei “terroni” è silenzioso e riflessivo ma anche animoso, affamato e pronto sempre a far casino… e un po’ così è anche lui, ragazzo di valore e di valori, sicuramente uno dei più talentuosi tra tutti quelli che ho conosciuto. Emigrato lontano dalle nostre spiagge e dai nostri muretti a secco, ma ancora saldamente e follemente legato ad essi ed alla loro filosofia, alle loro tipicità.

bolivar_gigante 02 (1) Ciao Giovanni, saluti da tutta la famiglia di Typigo. Sei un figliol prodigo che riscuote successi all’estero. Vuoi dirci dove ti trovi ora?

Salve a tutti! Mi trovo in Svizzera Francese.

Dopo il presente, tocca al passato. Ovvero: cucinaci una sinossi del tuo percorso professionale

Sono originario di una terra ricca di materie prime e fantastici palcoscenici sensoriali, la Puglia. Nel Percorso lavorativo ho accumulato diverse esperienze. Dal Ristorante Vicolo Santa Lucia 76 dell’Hotel Carducci con lo Chef Stefano Ciotti, a Londra girando tra Ristoranti di Calibro Londinese, tra cui Zafferano e Cecconi’s, per poi approdare in Svizzera all’Hotel Metropole 1854 e continuando il percorso nella stessa nazione, che pare non voglia lasciarmi più.

Quando chiudi gli occhi e pensi alla tua terra cosa ti viene in mente?

Se chiudo gli occhi e penso alla mia terra, mi vengono in mente l’orto della campagna di mio nonno, la freschezza dei prodotti che essa offre, l’olio evo che ricavano i frantoi locali, l’allevamento del bestiame, la pesca e altro…

Avrai dei cuochi o i maestri che ti hanno ispirato…

I maestri che mi hanno ispirato sono innumerevoli, ma i più contorti e veramente in gamba sono: Alex Atala, Massimo Bottura, René Redzepi, David Munoz e anche Norbert Niederkofler.

bolivar_gigante 04bolivar_gigante 03 Facciamo un giochino: come ti vedi tra 5 anni?

Tra 5 anni sicuramente saranno cambiate tante cose, ovviamente. Per via dell’esperienza sarò più maturo, avrò acquisito altra creatività. Padroneggerò una formazione superiore a livello manuale, tecnico e teorico.

Come riesci ad abbinare la tua vita privata al tuo mestiere così usurante?

Questo è un mestiere molto duro, ma spetta a noi l’arduo compito di creare una simbiosi tra la vita ed esso. Amo il mio lavoro ma abbinarci un po’ di vita privata sarebbe il top. Il tuo sogno nel cassetto? Sarebbe bellissimo, un giorno, avere un piccolo ristorante, un ristorante il cui diktat sia quello di permettere al palato della gente una degustazione cosciente. Sai, permettere loro di concentrarsi sul contrasto delle materie prime all’interno delle mie creazioni…

bolivar_gigante 05 Se la tua terra d’origine fosse uno dei 5 sensi quale sarebbe?

La mia terra d’origine rispecchia il senso dell’olfatto perché annusare gli odori che mi circondano è “fantasticamente straordinario”, ti permettono di sognare trasportandoti in una nuova dimensione.

Vuoi dare un consiglio ai giovani che si affacciano su questo palcoscenico, magari stringendo tra i denti un sogno?

Credete sempre in quello che fate, rincorrete la vita, non datele tregua, pur di coronare i vostri sogni. Non mollate mai e, soprattutto, distinguetevi da quella che è la massa.

 

Mario Pennelli Bolivar

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