Claudio Lepore ci accoglie in t-shirt hawaiana e cappello da cowboy. Stravolto ma felice, rasserenato. In mise floreale non sembra nemmeno lo stesso ragazzo che, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto in Comune, di fronte a telecamere ed assessori, sfoggiava una camicia perla immacolata ed una giacca da businessman. Lui è così, visionario ma concreto. Free ma anche risolutivo. Ormai è andata, dopo 16 ore di fila, lo Splash beverage & hospitality festival è terminato. A questa terza edizione ci stava lavorando da un anno intero, ed è andata meglio di ogni più rosea aspettativa.

Ho voluto intervistarlo proprio a margine del mega-evento.

 

Presentati ai nostri lettori

Ciao Ragazzi, sono Claudio Lepore founder e CEO della Barproject Academy. Da 10 anni, assieme al mio fantastico team, ci occupiamo di cultura del Beverage a 360° mantenendo in risalto formazione, eventi, consulenza. Grazie a una forte crescita, nel tempo, abbiamo inaugurato Barprojet Academy l.t.d. Kenia. Così siamo arrivati ad oggi, certamente più grandi e strutturati, ma ancora saldamente legati a quella curiosità, entusiasmo, ed amore per il nostro territorio che avevamo all’inizio.

Per l’appunto su quest’ultimo aspetto volevo porre l’attenzione. Lo Splash Festival, è una grande vetrina non solo per la vostra azienda, ma per la nostra terra, richiamando esperti da tutta Italia e non solo. Ci racconti l’edizione di quest’anno?

Lo Splash 2018 è stato il Festival della maturità per Barproject, sia per come si è sviluppato sia perché è coinciso con i 10 anni dell’Academy che dirigo. La terza edizione ha visto la partecipazione di circa 40 aziende partner, 20 delle quali hanno allestito degli stand in cui hanno rappresentato a pieno lo spirito dello Splash, cioè la Cultura del Bere e l’Hospitality.

Questo evento è frutto dell’esperienza di Barproject Academy, una realtà attivissima nel mondo del beverage con corsi di formazione che negli anni hanno coinvolto oltre 3000 persone, servizi di catering e consulenza. Noi crediamo molto nella qualità e sappiamo che per raggiungerla c’è bisogno di un mix di formazione e sperimentazione, proprio quello che abbiamo voluto fare con lo Splash Festival 2018.

Perchè la scelta è ricaduta su Bari?

Quest’anno lo Splash, nella meravigliosa cornice di Torre Quetta, è stato una via di mezzo tra una fiera e un festival: le attività negli stand si sono fuse a quelle sul palco e ai workshop tematici organizzati da esperti del mondo del beverage, restituendo ai tanti visitatori un’offerta unica per il panorama barese e pugliese. A tutti gli effetti un evento che guarda a Bari come meta turistica; non a caso è stato patrocinato sia da Puglia Promozione (anche con la visibilità sul sito Viaggiare in Puglia) sia dall’Amministrazione cittadina con l’uso del marchio Bari Never Ends, ottenendo una copertura mediatica su scala cittadina, regionale e nazionale.

Fra le due competizioni di mixology (la Coffee & Spirits che ha visto trionfare Andrea Salamida e la Stir It Up Challenge Cristian Pellegrino), i focus sui prodotti d’eccellenza e le animazioni dei tanti partner, dai ragazzi del parkour alla pole dance, c’era davvero l’imbarazzo della scelta. E la cosa bella è che il tutto è andato avanti ininterrottamente dalle 10 di mattina a oltre mezzanotte, con un pubblico sempre in aumento grazie ai dj set di Tuppi, Mauro Manzo e Michele Santella e al concerto dei Drops.

 

Il tema di questa edizione era… ?

Il tema quest’anno era “Puglia, miscela d’Oriente”, un modo per ricordare che la nostra splendida terra è affacciata su un mare che storicamente ci ha unito e che ancora ci unisce ai popoli e alle culture dell’est.

Già. E’ l’unico confine che hanno in comune tutti i Paesi, è più un ponte che un confine in effetti. Sai che ti dico, che in voi ho visto un po’ di quella sana utopia che porta a voler glorificare la Puglia, ma senza chiuderla, bensì aprendola al mondo, in uno scambio perpetuo di idee, uomini, abilità. Pensiamo, tra i grandi della Storia, a Federico II che, per quanto tedesco di famiglia ed imperatore del Sacro Romano Impero, risiedeva a queste latitudini, amava i nostri luoghi, tanto da essere schernito come “puer apuliae”, ragazzino di puglia. Perdona la digressione, sai, soffro della sindrome di Stoccolma.

Per carità. A tal proposito, sai che anche in Accademia, oltre a dare spazio alla cultura e all’arte in tutte le sue forme, stiamo procedendo con l’allestimento di un cartellone di eventi atti a parlare di Puglia e di mondo? Sicuramente questa era la filosofia dello “Splash” di quest’anno. Infatti le commistioni fra storie e sapori di questi due punti cardinali, l’Est e l’Ovest, sono state ben rappresentate – ad esempio – dal workshop sui superfood dove erano protagoniste la spirulina prodotta in Puglia da Apuliakundi e la matcha importata dal Giappone dall’azienda barese Terza Luna. Un altro esempio di “contagio positivo” si è visto nelle competizioni di mixology, con i bartender – a cui faccio grandissimi complimenti per l’impegno e la professionalità – che hanno valorizzato al meglio materie prime della nostra terra miscelate ad altre esotiche.

Suppongo tu voglia ringraziare qualcuno.

Un grazie particolare va ai partner che ci hanno accompagnato in quest’avventura, a cominciare dai main sponsor Opera White Amaretto ed Elektra che hanno creduto fortemente nell’evento e lo hanno sostenuto. E, last but not least, un grazie enorme va a tutto lo staff di Barproject e agli amici che ci hanno collaborato: è stato un piacere lavorare con loro per la riuscita dello Splash.

Obiettivi per l’anno nuovo? Come sarà il IV Splash Festival?

Per il prossimo anno l’obiettivo è sognare ancora più in grande. Con lo staff di Barproject stiamo già pianificando l’edizione 2019 dello Splash Festival con tante conferme e tantissime novità. Due punti fermo però saranno sempre la Puglia e Bari con l’obiettivo di spingere sempre di più sui concetti di cultura, servizio e qualità nel mondo del beverage e dell’hospitality.

 

Ecco il video che riassume l’evento:

[Immagini: Facebook]