Da Top Chef Italia: intervista ad Andrea Fugnanesi

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Umiltà, perseveranza e fede incondizionata nei propri sogni. Questo è l’affresco che son riuscito a delineare in seguito alla bella chiacchierata con il giovane chef Andrea Fugnanesi, ex concorrente di Top Chef Italia 2. Umbro fiero ed orgoglioso delle sue radici, nonostante la giovanissima età,  attraverso stage e viaggi in Italia e all’estero, ha maturato un profilo tale da portarlo ad imbattersi in alcuni dei migliori maestri del campo della ristorazione. Questo sia prima che dopo l’esperienza televisiva. Allora, vediamo un po’: giovane… è giovane. Preparato… è preparato. Innamorato della sua terra… lo è, eccome. Noi di Typigo potevamo mai lasciarcelo sfuggire? Certo che no, amici miei.

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Ciao Andrea, tanti saluti della famiglia di Typigo. A mente fredda ed un po’ distaccata tiriamo le somme della tua esperienza a Top Chef Italia?
La mia performance a Top Chef è stata semplicemente unica nel suo genere, uno scambio di idee, tecniche. Un’esperienza da ripetere.

Dove ti trovi di bello ora e cosa fai?
Ora sono chef de partie ai secondi al Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio, 5 stelle. Il mio chef attuale è Julien Chiudinelli.

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Partito dalla provincia fino a conoscere i più grandi maestri della ristorazione: come è potuto accader tutto in così pochi anni? Qual è stato il tuo percorso? Ti ricordo che sei  giovanissimo, quindi…complimenti!
Sono partito da Sigillo un piccolo paese in provincia di Perugia. Basta avere dedizione, voglia e umiltà e tutti i sogni si realizzano, l’importante è credere in ciò che fai.

Tornando a Top Chef, ce la fai a definire con il minor numero di parole possibili ognuno dei giudici? Quale ti ha colpito di più e perché?
Mauro Colagreco: grandissimo chef, grande scuola e grandissima persona. Annie Feolde: eleganza pura. Giuliano Baldessari: estremista. Non ho un giudice preferito, sono tutti e tre dei grandi maestri e ognuno di loro vanta caratteristiche diverse ma ugualmente formidabili.

La provincia, con le sue “typicità”. Quanto è importante avere memoria delle proprie radici in cucina e nella vita? 
Avere in mente le radici della terra madre è importante perché la terra madre è colei che ti ha messo al mondo, ed è racchiusa come ossigeno nel sangue che ti scorre nelle vene.

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Se paragonassi la tua terra di nascita ad uno dei 5 sensi a quale lo accosteresti e perché? Se paragono la mia terra ad uno dei 5 sensi la paragonerei all’olfatto. La mia terra è l’Umbria, una terra ricca di profumi e sensazioni olfattive dal bosco al microclima fluviale.

Come riesci ad abbinare un lavoro così usurante alla vita privata?  Ti dirò, riesco ad abbinare il mio lavoro alla mia vita in un modo molto semplice: in poche parole il mio lavoro è la mia vita.

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Cosa pensi di te? L’ Andrea come vede lo chef?
Quando chiudo gli occhi mi vedo come un ragazzo che deve crescere. L’importante è trovarsi ad inseguire i propri sogni.

Qual è la filosofia e lo scopo che si nasconde in ogni tua creazione?
Certamente in ogni mio piatto emerge la semplicità, la tecnica e la tradizione della mia terra.

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Format tv e giovani cuochi: i punti forti e deboli di questa tendenza. 
Il punto forte è la visibilità che, ovviamente, ti offre l’esposizione mediatica. Punti deboli non ne vedo sinceramente… sono esperienze da fare e da vivere sulla propria pelle per capire la mole di lavoro che c’è dietro un programma TV.

Largo ai giovani: che consiglio daresti ai ragazzi che rincorrono il sogno di diventare chef affermati?
Il consiglio che do ai giovani è di essere umili e di non mollare mai. I sogni sono la prima cosa da inseguire. Ma l’unico modo per farlo é lavorando sodo.

 

Mario Bolivar Pennelli

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