Eataly ri-sbarca a Bari: il cliente ed il territorio sempre più protagonisti del magnifico store

Venerdì 3 Maggio, Francesco Farinetti CEO di Eataly ha presentato il nuovo punto vendita del capoluogo pugliese in un pomeriggio ricco di rivelazioni e bontà ma anche semplice e privo di fronzoli. Ricco e semplice come solo la nostra terra e le sue genti sanno essere. Come solo il nostro mare geograficamente trascurato ma storicamente importantissimo ha sempre saputo essere. Su questo Mare Adriatico si specchia nella sua bellezza lo store di Eataly – Fiera del Levante. Esattamente come prima. È il concept, infatti, ad essere profondamente cambiato.

Tra le novità arrivano in Puglia le cucine del mercato di Eataly, luoghi in cui si potrà fare la spesa per poi farsela preparare dallo chef seduta stante.

Musiche e parole di Francesco Farinetti: “Il valore del capitale gustativo si esprime nella collezione di prodotti e quindi di produttori che la Puglia in modo straordinario continua a proporre attraverso Eataly Bari. Circa un migliaio di prodotti pugliesi sono stati selezionati per il circuito Eataly Italia e per quello di Eataly mondo, composto in totale da 39 store. Lo store barese è fulcro di internazionalizzazione di persone, know how e prodotti. Tra le novità vi è la possibilità di vivere le due terrazze con affaccio diretto sul mare tutti i mesi dell’anno. Anche i prezzi di mercato e ristorazione sono stati oggetto di analisi ed oggi sono più democratici. Abbiamo lavorato sodo per realizzare una nuova destinazione in cui recarsi per fare esperienze gastronomiche più baresi e un ambiente più accogliente in cui la spesa sarà più facile e veloce, senza però smentire la nostra vocazione di essere un luogo trasversale: per la spesa, l’aperitivo, una cena”.

Ad un grande gruppo che crede e continua ad investire su questa terra bella e semplice, si affianca la speranza che l’intero ente fieristico possa finalmente smetterla di contemplarsi nelle acque dell’Adriatico per iniziare ad utilizzarlo come traino per la città intera, per varcarlo idealmente come una vera porta dell’Est, come un nuovo arco di Traiano, un link permanente tra Roma, quindi l’Italia e l’Oriente, i mondi al di là del mare, laddove non ci sono solo le origini sole ma – in questo mondo sempre più piccolo – anche le prospettive per un  futuro radioso.

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