Il “gozzo 22” nel porto vecchio di Bari (continua…)

Breve riassunto del primo episodio: Mario è un “giovine reporter” che un bel giorno, folgorato in Via Durazzo nei pressi del lungomare, ha la brutta idea di salire a bordo di una barchetta e con essa solcare le rotte intercontinentali racchiuse all’interno del porto vecchio di Bari. I problemi iniziano quando conoscerà il singolare padrone del mezzo: un pescatore dall’aria burbera e minacciosa, chiamato da tutti “il 22’’.

Nel provare ad entrare con nonchalance all’interno del piccolo gozzo, Mario era finito praticamente con il capitombolare in maniera imbarazzante. Si sconsacrò l’osso sacro in quella circostanza ma il reporter, desideroso di non sfigurare troppo d’innanzi al lupo di mare, recitò le odi ai Santi soltanto con il pensiero. Come se niente fosse, quindi, si rialzò fischiettando. Pensando di averla fatta franca disse al “Signor 22”: «Certo che oggi fa proprio freddo, eh?» «Solo una volta qualcuno è entrato peggio di te in questa barca. Ed era mia nonna. Ida la zoppa.» Al che il nostro cavaliere erroneo non poté che trincerarsi dietro un silenzio vergognoso. Le grosse mani del Signor 22 ed il suo dente d’oro però lo distrassero subito, immergendolo in timori ed ansie ben peggiori. “Quanti anni si sarà fatto di galera? E per quale motivo? Ma chi me l’ha fatto fare di salire in barca con questo psicopatico… per giunta nessuno sa che siamo qui ed una volta al largo… se mi va bene domani mamma mi trova al mercato ittico di Molfetta, venduto a tranci, come il pesce spada.” Nel frattempo la barca si era addentrata nel blu. La tensione ed il silenzio però andavano congelandosi, così Mario provò nuovamente a rompere il ghiaccio. «Senta, buonuomo, come mai poco fa non ha fatto la “colazione alla barese” come tutti i suoi colleghi? Mi hanno detto che usate le Peroni gelide al posto del cappuccino e gli allievi crudi come croissant. Quando l’ho vista arrivare ho subito pensato che fosse anche lei un tradizionalista della birra croccante delle 7 di mattina.» «Tsè! – emise un verso di disgusto – quelli non capiscono niente. Per chi mi hai preso?» «Ah, giusto, volevo ben dire. – Mario tirò un sospiro di sollievo – Allora non sono l’unico a pensarla così… mi avevano quasi convinto di essere nel torto. Farsi una birra alle 7 di mattina, al bar del porto, è una follia…» «Brà. Infatti io le birre le ho bevute prima di uscire di casa. Costano meno e sono più congelate se prendi la tris al supermercato e le esci dalla ghiacciaia al momento giusto.» «Ah!» Annuì il nostro reporter, mostrando completo assenso. Certo che Bari era proprio bella vista da lì, ancor più bella se possibile. Perché vederla da lì è cosa rara, dono per pochi, patrimonio degli eletti. E’ come una camminata intima da percorrere guardandola dall’esterno, con la vista e con il cuore. Andrebbero allestiti dei gozzi turistici, delle gondole veneziane nostrane, per rendervi un’idea. Infatti, è proprio l’elemento marino che spesso latita o fatica a ritrovarsi, paradossalmente, in questa città di mare… L’Adriatico dovrebbe essere il traino definitivo del nostro turismo, con la sua storia, la sua cultura, la sua antropologia, con il suo essere sintesi perfetta della nostra città. Bari è affascinante come il mare. Qui nessuno è straniero proprio come in mezzo al mare. Ma Bari sa essere anche amara ed isterica come il mare. «Dobbiamo rispettare il mare come una bella femmina. – disse il 22 dopo aver colto sul viso del suo passeggiero le classiche rughe da turista-utopista-pensieroso – Dopotutto è la nostra unica moglie. Lo è da sempre, da quando da ragazzini sgargianti, atteggiandoci a guappi senza paura, avevamo le mani che ci tremavano durante le prime uscite sui pescherecci.» «…E lei ha anche una moglie… vera?» «Mah, che ti devo dire. E’ una storia grande come il mare …mi ha lasciato tanti anni fa ed ha fatto bene. Lei mi mancava come mi mancava la mia casa quando ero fuori per mesi, sulle grandi navi americane. Ma chissà perché questa nostalgia della terra svaniva proprio quando finalmente ci mettevo piede.» Per la prima volta da quando erano partiti, il pescatore si mise in tasca le grosse mani, quasi a voler nasconderne il tremore. Forse, ancora oggi come quado era ragazzino, il Signor 22 si atteggiava soltanto a guappo senza paura.

Mario “”Bolivar” Pennelli

(ph. Veronica Condello)

(ph. veronica condello)

(continua…)

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