Il “gozzo 22” nel porto vecchio di Bari

Era una giornata buia e tempestosa. No, tempestosa forse no, ma storta. Buia e decisamente storta. Mario se ne accorse già di prima mattina, sorseggiando l’orrendo caffè freddo che l’adorata mamma gli aveva lasciato sul tavolo, la notte prima, in vista della missione mattiniera di suo figlio. Core de mamma. Eppure, nemmeno un caffè il cui aroma ricordava vagamente le esalazioni infernali della solfatara di Pozzuoli, avrebbe potuto fermarlo. Quella mattina il nostro prode cavaliere (e modesto scribacchino) si sarebbe fatto un bel giretto in barca assieme ai pescatori del porto vecchio. “Beh, se Venezia ha la gondola, Bari ha il gozzo, la tipica barca a remi della gente di mare nostrana. Certo, il tour on the boat magari sarà un cincinino più kitsch di quelli sul Canal Grande – pensò Mario stringendosi nelle spalle – ma sicuramente sarà più verace. Noi abbiamo il Canalone”.

L’appuntamento era fissato per le ore 07.00 di mattina sullo stesso molo che altri pescivendoli/maniscalchi avevano già trasformato in un grande festival dello street food a tema crudo mare. ‘’Altro che il sushi’’ si complimentò addentando una seppiolina freschissima e burrosa, una di quelle che gli indigeni chiamano “allievo”.

«Niente male la vostra colazione… buono il vostro croissant, non c’è che dire!» disse al pescivendolo, il quale gli rispose con un grande sorriso formato, in verità, da pochissimi denti, uno ogni quarto d’ora più o meno.

«E non hai visto ancora niente!» Si mise in mezzo alla discussione il parcheggiatore abusivo, da poco entrato in servizio.

Costui portò il nostro cavaliere erroneo sulla retta via, insegnandogli che al croissant barese va affiancato il cappuccino barese, ovvero una birra peroni congelata in modo tale da presentare una lieve patina di brina sul vetro esterno ma al contempo priva della granita luppolosa all’interno. Quando la birra raggiunge questa particolare ed ottimale condizione, gli indigeni dicono che è croccante al punto giusto.

Mario si trovò così coinvolto in quel particolare giro di caffè a prima mattina, allievi e birre croccanti come se non ci fosse un domani, attorniato da personaggi che sembravano usciti dall’Epopea di Gilgamesh

Dopo il terzo “cincin” che rimbombò più delle campane della cattedrale, lo sdentato ed il parcheggiatore abusivo si misero sull’attenti, quasi spaventati, ed iniziarono a sussurrare un numero, il 22, che in realtà corrispondeva ad un nome:

«Sta venendo ù 22, sta venendo ù 22!» si riferivano al ‘’gondoliere’’ che avrebbe portato Mario in giro per i 7 mari dello specchietto d’acqua antistante il porto di Bari. Mario non lo conosceva né l’aveva mai visto, ma aveva avuto il suo numero da un metronotte integerrimo, incallito giocatore notturno di biliardo.

Mario si concentrò sulla cicatrice a forma mezzaluna lungo la guancia destra e sulla bandana nera. Gli altri due, fiutando puzza di guai si levarono dai piedi. Mario inghiottì la saliva.

Il gentiluomo gli fece cenno di montare sopra un gozzo li vicino. Mario giunto ad un passo dal Titanic buttò lo sguardo sulla lunga collezione di coltelli, coltellacci, roncole, macheti e motoseghe presenti a bordo, ma ormai era troppo tardi per fare dietrofront. Il 22 balzando agilmente vi entrò e cogliendo un vago sconforto sul viso del suo strambo passeggero di città gli urlò contro

«Emmè!? Giovine, facciamo una cosa di giorno. Muoviti, che le birre si fanno calde»

“Peroni rassicurante, ambrosia nettarina per gli dei del mare e l’eroi immortali che lo solcano sfidando mostri e tifoni”. Mario si sentì rassicurare, dopotutto dove c’è bionda, c’è casa. Dopo essere praticamente caduto rovinosamente in quel gozzo, da subito ribattezzato Argo in onore del vascello che trasportava gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, chiuse gli occhi pronto a respirare la salsedine, ad abbracciare la libertà, ad accogliere il mistero.

«Meh, vedi se remi un poco, principino. Che vuoi far fare tutto a me!?»

«Va bene, sigonr 22.»

Mario “”Bolivar” Pennelli

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *