Il ragazzo del Sud emigrato a Londra: tra stelle Michelin e ricordi

 

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Alcune storie ti prendono più di altre, alcune interviste ti bucano il cuore più di altre. È innegabile. Questo succede innanzitutto quando conosci l’intervistato, certo, ma soprattutto quando le sue parole sono tanto vibranti da intercettarne i sacrifici, i sogni, le solitudini, le volontà. Questa è la storia di Giuseppe, un ragazzino dal cervello di un vecchio, che, conseguito il diploma, ha deciso di emigrare a Londra in una delle strutture più prestigiose della metropoli per perseguire le sue aspirazioni di crescita. Non nasconde i problemi di adattamento, le differenze con il nostro Sud, certo, ma tiene a mente anche i suoi obiettivi, gli ideali che lo hanno condotto sin lì e che lo ricondurranno in Italia, arricchito e fortificato, per fare il bene della nostra terra. Questa intervista dovrebbe essere utilizzata da esempio per chi sta partendo e da monito per chi rimanda sempre le partenze. Andrebbe girata ai dirigenti scolastici delle scuole meridionali, passata ai ragazzi, ai genitori.

P.S. L’intervistato, estremamente umile e timido, mi ha chiesto di non indicarne il cognome. Pertanto lo chiamerò soltanto Giuseppe.

Ciao piccolo grande chef, benvenuto su Typigo. Parlaci un po’ di te.

Ciao ragazzi, mi chiamo Giuseppe ho 20 anni, e ho vissuto a Bari, quella che è stata la mia città (non quella dei miei genitori, avendo papà romano e madre sicula) fino all’anno scorso.

Qual è stato il tuo percorso?

Ho frequentato il convitto fino alle medie, e dopo aver scelto il liceo scientifico, ho deciso che la mia vita doveva svolgersi in cucina. Per questa ragione ho cambiato indirizzo in corsa, diplomandomi all’alberghiero di Bari. Adesso mi trovo a Londra e sto vivendo il sogno di lavorare nella brigata di un ristorante con una gran storia alle spalle e due stelle Michelin.

Ho avuto dei grandi maestri della mia Terra che mi hanno cresciuto come si cresce un figlio. È per merito loro che ho appreso i valori autentici del “Cucinare”; cose che in ristoranti di alto livello, forse, tendono a smarrirsi, spesso perché si cucina più per orgoglio personale che per i commensali.

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I pregi e i difetti di Londra e della Puglia. Sia in cucina che nello style life.

È un paradosso ma a volte bisogna lasciare casa, per capire quanto di bello abbia da offrirci il nostro territorio. Londra è un ‘altra realtà, tanta gente, tante lingue e culture mescolate, probabilmente è proprio questa diversità che costituisce l’identità di questa città. C’è tanto da apprendere qui, sembra tutto cosi dinamico e inafferrabile all’occhio di un ragazzino. Nessuno ti osserva e ti giudica per come sei vestito o per quale sia il tuo lavoro, è quasi come essere invisibili! Probabilmente tutti, come te, sono presi dal realizzare i propri obbiettivi. Se prima di partire facevo dell’invasività del pugliese medio, cioè di quella strana ‘’cosa’’ che spinge i passanti sconosciuti a darti il “Buongiorno” persino in coda al semaforo, qualcosa di negativo, oggi lontano da casa ne sento quasi il bisogno.

A quale dei 5 sensi paragoneresti la tua terra?

Se dovessi paragonare la Puglia ad uno dei cinque sensi, sceglierei l’olfatto, forse perché sono proprio quei profumi che tanto mi mancano, forse perché sono quelli che cerco e non trovo sugli scaffali di Londra…non credo si possa paragonare l’odore dei caroselli di fine estate salentini a quello dei cetrioli di plastica che trovi in vendita in qualsiasi supermercato a Londra… oppure l’odore delle ciliegie ferrovia di metà maggio, mangiate di nascosto nei campi profumati di Turi, a quello delle ciliegie Londinesi (e per Londinesi intendo provenienti da qualsiasi parte del mondo) che puoi trovare qui anche a Natale.

Come riesci ad abbinare un lavoro così usurante alla vita privata?

Quando scegli questo mestiere sei pronto a rinunciare alla tua vita privata o, per meglio dire, ad integrarla con lavoro. Passi i giorni liberi a cucinare, a ricercare nuovi “posti” geografici o concettuali dove dare la caccia a nuove idee ed ispirazioni. Altre volte, se sono giù di corda, ho solo bisogno di sfogarmi un po’ ripensando agli errori fatti in settimana… la cucina diventa la tua amante ed è così gelosa che non ti lascia il tempo per trovare una ragazza “convenzionale”. Se ci riuscite ditemi come si fa.

Se chiudi gli occhi e pensi a te fra 10 anni come ti vedi? Dove ti troverai?

Mi immagino a casa, nel mio ristorante, tenendo fede ancora ai miei ideali, magari respirando il profumo delle onde e lo iodio del Mediterraneo.

Qual è la filosofia e lo scopo che si nasconde in ogni tua creazione?

Quando si cerca di concepire un piatto o una nuova ricetta spesso ci si rifà ai ricordi, quelli belli, profumati, e si cerca in qualche modo di trasferirli nel piatto, cercando quasi di raccontarli attraverso il cibo. Detto ciò, lavoro-studio-lavoro: i clienti che prendono posto nel ristorante hanno bisogno di cibo, non di parole.

La scuola/ i docenti/ gli studenti: a che punto siamo in Italia? Lo chiedo a te che sei fresco di studi…

Credo che la scuola alberghiera sia molto migliorata rispetto al passato. È cresciuta tantissimo, soprattutto grazie alle trasmissioni televisive. Purtroppo però l’utenza non rispetta le aspettative, tanti sono i ragazzi che si iscrivono all’alberghiero per studiare poco e per avere accesso ad un diploma accessibile quanto ”concreto”, in grado di ‘’darti’’ un lavoro, senza aver il bisogno di continuare gli studi. Sarebbe bene creare accademie statali, alla quale dovrebbero accedere ragazzi davvero interessati ad intraprendere questo lavoro, accademie che non dovrebbero comunque trascurare l’insegnamento di materie classiche come il latino, la letteratura, la filosofia e l’arte… poiché avere una cultura generale appropriata arricchisce l’anima, prima del curriculum.

Largo ai giovani: che consiglio daresti ai neodiplomati?

Ai ragazzi che come me hanno appena finito la scuola, consiglio una cosa: seguite sempre il cuore e fate ciò che vi rende felici, perché 20 anni non tornano più. Non fatevi prendere soltanto dai doveri, ma neanche ignorarli… cercate di bilanciare entrambe le cose.

1 commento
  1. Katy
    Katy dice:

    Che orgoglio sei cugino mio. Anche se la lontananza ci divide sappi che ti siamo vicini con il cuore. Corri e non fermarti piccolo grande uomo!

    Rispondi

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