It’s time to… “Vinoway Sparkle Selection 2019”: intervista a Davide Gangi, direttore dell’Associazione Culturale e di Promozione Vinoway

Oggi abbiamo intervistato Davide Gangi, direttore dell’Associazione Culturale e di Promozione Vinoway Italia. Più che di una intervista, vi dirò, si è trattato di una chiacchiera informale tra amici. E non poteva essere altrimenti: Davide è una di quelle persone con le quali è sempre bello perdersi in ciarle, perché lui, Siciliano di sangue, fa dell’ospitalità mediterranea un dogma, e della convivialità una ragione di vita. L’atmosfera distesa ed accomodante che si respira negli uffici di Vinoway metterebbe a proprio agio qualsiasi ospite, ed è questo probabilmente il segreto del convivio. Una bottiglia di vino, in situazioni come queste, ha il potere di trasformarsi in una ”grande tavola imbandita a festa” una tavola ricca di considerazioni, riflessioni, ricordi.

Caro Davide, raccontaci gli albori del “progetto sulle bollicine”.

Vinoway è stata la prima piattaforma ad accendere i riflettori sulla spumantistica pugliese, un ambito poco considerato quando mi venne in mente l’idea di cominciare il mio progetto sulle “bollicine”. Molti mi considerarono un visionario, un folle. Mi chiedevano perché mi dedicassi esclusivamente ad un evento sui vini spumanti di Puglia. La risposta ancora oggi è molto semplice: ti parlo di sette, al massimo otto anni fa… pensai che la Puglia potesse essere capace, nel tempo di realizzare qualcosa di interessante. Noi siamo stati i primi a crederci, nonostante le notevoli critiche… furono in tanti a dirmi che tutto ciò non avrebbe portato a nulla ma ovviamente andammo avanti nel nostro intento finché quattro anni fa, decidemmo di creare per il 2019 una selezione a punteggio da realizzare dietro richiesta delle aziende stesse. Sinceramente fino all’anno scorso eravamo contrari ad attribuire al vino un punteggio come valore, ma altri autori dello stesso progetto si mostrarono favorevoli per cui, dopo un confronto si decise di iniziare ad attribuire un punteggio ai vini che sarebbero entrati nella nostra selezione. Questo per noi era sinonimo di attenzione. Il primo nome dato al nostro progetto, quattro anni fa, fu “Simposio” ed in realtà la Vinoway selection di vini e spumanti è tutt’ora impostata sullo stesso format del “simposio”.

Qual è l’aspetto vincente della Vinoway Selection?

L’aspetto più entusiasmante, quello che mi interessa maggiormente è creare un contenitore nel quale i produttori si possano confrontare e conoscere. Immagina, per farti un esempio, che quasi otto anni fa partecipai ad un incontro con tutti i produttori pugliesi. Si trattava di una masterclass che durò l’intera giornata durante la quale degustammo tutti i vini rossi pugliesi. L’aspetto bizzarro che emerse fu che molti produttori seduti l’uno accanto all’altro non conoscevano, i loro competitor, seppur vicini di casa.

Le barriere della diffidenza quindi si sono abbassate? È iniziata una nuova era?

In passato le degustazioni focalizzavano incontri con una sola azienda e per questo motivo i partecipanti si concentravano esclusivamente su quell’azienda protagonista. Vinoway invece ha voluto creare un nuovo tipo di incontro: incontriamoci, parliamo, stiamo insieme… È difficile qui come altrove perché il fatto stesso che il produttore si possa confrontare con altri suoi colleghi crea una sorta di imbarazzo. All’epoca, 7, 8 anni fa, non voglio farmene un vanto, abbiamo fatto intendere che questa strada si sarebbe potuta percorrere e oggi ringraziando Iddio la stanno percorrendo in tanti.

Come ti sei sentito all’epoca? Hai rischiato, sei stato audace…

Ritengo che ci sia voluto coraggio più che altro perché quel nuovo progetto sarebbe potuto essere fallimentare. Le idee quando ci sono non sempre sono vincenti. Fu un grande rischio fare tanti anni fa eventi specifici: un evento dedicato solo ai vini bianchi pugliesi, un evento fatto solo per gli spumanti, un evento fatto solo per vini rossi. Sinceramente non ho mai fatto, e di questa cosa non so se me ne pento o meno, un evento dedicato solo ai vini rosati.

Come mai? 

Più che altro per una forma di rispetto verso le due associazioni che abbiamo in Puglia che si riferiscono solo ed esclusivamente ai vini rosati. Abbiamo pensato di non farlo ma non perché non crediamo nei vini rosati ma perché rispettiamo il lavoro che altri già fanno. Se avessimo intrapreso anche l’attività sui vini rosati avremmo rischiato di far emergere una competizione con queste due associazioni già presenti in tale ambito per cui abbiamo preferito evitare per fare un ottimo lavoro. E mi auguro veramente di continuare a farlo al meglio. I nostri passi sono sempre stati ponderati.

(CONTINUA…)

 

Chiara Porcelluzzi

Mario “Bolivar” Pennelli

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