La storia di Salvatore Di Paola: chef pugliese del ristorante Caterina Cucina e Farina

Benvenuti a tutte e a tutti, amici miei! Sapete già che i miei viaggi del gusto sono in realtà ricerche di un qualcosa o di un qualcuno. Il qualcosa è la storia di un luogo, il ritratto di un paesaggio, il racconto di un tempo lontano, in grado di emozionare. Il qualcuno è il protagonista di quella storia, di quel racconto, l’attore che “li vive”, insomma, e che sa trasformare le emozioni raccolte in creazioni nei suoi piatti.

Detto ciò, cari lettori, vediamo chi sono andato ad importunare questa volta!

Bella, zio! Presentati alla famiglia di Typigo.com

Ciao ragazzi, innanzitutto vi ringrazio per questa intervista… ad ogni modo mi chiamo Salvatore Di Paola, sono un Pugliese “nordico” nel senso che sono nato nella provincia di Foggia, a San Giovanni Rotondo nel 1991, anche se la città del mio cuore è Margherita di Savoia. Attualmente sono Chef Executive del ristorante Caterina Cucina e Farina a Milano.

Milano sembra un posto ideale per la tua idea di cucina.

In questa struttura, ho la possibilità  di esprimere in toto la mia idea di cucina, avendo a disposizione spazi e attrezzature all’avanguardia. Ma è soprattutto la fiducia della squadra che mi sostiene a far di me un uomo ed uno chef fortunato.

Ti piace proprio il lavoro usurante da chef?

Tanto più mi piace fare qualcosa, tanto meno la posso definire lavoro. Si dà il caso che questa “cosa” che faccio ogni santo giorno mi piaccia tantissimo. È il trucchetto vincente, per vincere nella vita.

Tradizione o sperimentazione?

Sperimentare per migliorare la tradizione! Secondo me bisogna semplicemente cercare di rendere attuali i piatti “storici” che comunque, come tutte le cose che appartengono agli uomini, avranno continua evoluzione man mano che si andrà avanti. Nulla è statico, pensaci, nemmeno una cosa inflessibile come la lingua di un popolo lo è. Figuriamoci la cucina, un micro-macro mondo in cui il divertimento sta proprio nell’applicazione della fantasia.

Adesso scendiamo più nel personale: raccontaci il primo ricordo che custodisci del mondo del cibo. Mondo che poi è diventato il tuo quotidiano.

Uno dei ricordi che mi è rimasto più impresso è quello di mia Nonna Maria, l’esperta gastronomica della mia famiglia. Quando ero piccolo rimanevo  affascinato dalla sua conoscenza della cucina e soprattutto dall’amore che riversava, attraverso il cibo, sulla famiglia. È inutile dirti che restavo ipnotizzavo mentre realizzava parmigiane, involtini di carne, paste fresche ripiene, etc…Tutto ciò mi è rimasto tanto impresso da “fulminarmi”. Proprio cosi, è stato un colpo di fulmine il “colpevole” della mia passione per la cucina.

Sogni nel cassetto? Come ti vedi tra 5 anni?

Sogni nel cassetto… si ed anche belli grandi. Sai che prima o poi aprirò una mia scuola di cucina, vero? Tra 5 anni spero di vedere i risultati dei miei sforzi e delle mie ambizioni prendere forma.

Il segreto per lavorare al meglio quindi è…?

Per lavorare in un certo modo bisogna investirci tempo, costanza e determinazione. Ma soprattutto tanta, tantissima buona volontà.

Caro Salvatò, prima di salutarti, levami una curiosità: qual era il tuo piatto preferito da bambino? Invece, adesso, a cosa non rinunceresti?

Da bambino mi facevano impazzire i ravioli che spesso, di domenica, mia mamma faceva con il sugo. Ora preferisco mangiare piatti a base di verdure per i loro benefici, ma il solo ricordo di quei ravioli al sugo della domenica, di per sé, mi regala un effetto benefico dal valore incalcolabile.

Caterina Cucina e FarinaVia Imperia, 20. Milano. Tel. +39 02 8950 1337

[Immagini: Facebook, Typigo]

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