Quell’ortaggio dai grandi benefici, il finocchio.

La nota espressione “non farsi infinocchiare”, raccomandazione di non farsi raggirare, rivolta in particolare agli acquirenti meno esperti di vino, che spesso veniva trattato con i semi del finocchio per mascherare i cattivi odori e sapori del vino difettoso è fortemente indicativa delle sue proprietà aromatiche dovuto in particolare alla presenza di anetolo.

Foeniculum vulgare, appartenente alla famiglia delle apiaceae, il finocchio è coltivato in località dal clima mite ed in particolar modo nel bacino del Mediterraneo, in Italia principalmente nel centro-sud.

Ci sono due varietà di finocchio. Il finocchio selvatico, pianta spontanea con foglie che ricordano il fieno – foeniculum – e produce in estate ombrelle di piccoli fiori gialli, che viene utilizzato come erba aromatica, e il finocchio coltivato del quale si consuma la parte carnosa il cosiddetto “grumolo” costituito da foglie sovrapposte e croccanti dal sapore più dolce rispetto al finocchio selvatico.

Aspetti nutrizionali

I finocchi sono ortaggi a fusto, costituiti principalmente da vitamine A, C e del complesso B, sali minerali, in particolare potassio, calcio e fosforo, essenza aromatica per la presenza di anetolo. Considerati uno degli alimenti maggiormente indicati in regimi alimentari controllati grazie al loro basso apporto calorico pari a 9 kcal per 100 gr di alimento.

Preparazioni

Tra le varie preparazioni casalinghe, sia cotte che crude, il finocchio si presta bene sia gratinato al forno con pan grattato integrale che lessato ma anche in combinazione con ortaggi crudi e misti come lattuga, radicchio oppure rucola, spicchi d’arancia e qualche oliva e sempre associato ad altri alimenti che siano carne bianca oppure pesce per rendere un pasto completo di tutti i nutrienti.

Gradevoli sono gli infusi al finocchio. Preparati con 1 cucchiaino da caffè di semi di finocchi aggiunti ad 1 tazza di acqua liscia, attendere circa 1-2 minuti dal momento dell’ebollizione e lasciare in infusione per 10 minuti. Se ne consiglia l’uso di una tazza dopo i pasti specialmente per favorire digestioni lente ed eliminare, oltre ad evitare, la formazione di gas intestinali.

Famosi i tarallini pugliesi e lucani che privilegiano l’utilizzo di semi di finocchio per aromatizzarli oltre che ad ingredienti di alta qualità seguendo la tradizione delle antiche ricette. Entrare in queste botteghe di produzione tradizionale ed essere inebriati dal profumo e dal gusto del tarallino appena sfornato dopo un rigoroso processo di lavorazione è una esperienza da provare.

Giovanna Nolè – Biologa Nutrizionista

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