Settimana della cucina regionale italiana: Andrea Fugnanesi dall’Umbria…al Brasile

Quando parliamo di “eccellenze italiane da esportazione” ci riferiamo soprattutto a quelle umane. Ci riferiamo a Italiani che sono andati all’estero e, attraverso la loro arte, hanno reso onore a noi ed al nostro paese.  Recentemente, una delle manifestazioni internazionali all’interno delle quali il “genio italiano” ha ottenuto più lustro e visibilità è stata sicuramente la “settimana della cucina regionale italiana”, svoltasi in Brasile, a Sao Paulo, dal 22 al 28 ottobre. Durante l’evento ognuna delle venti regioni disponeva di uno chef “autoctono” che potesse rappresentare al meglio la storia culinaria della sua terra di provenienza.

Tra questi 20 chef-ambasciatori, noi di Typigo.com abbiamo tenuto particolarmente d’occhio quelli dell’Umbria e della Puglia, dal momento che si trattava di due nostre vecchie conoscenze, insomma, di due addetti ai lavori già comparsi sulle nostre pagine. Stiamo parlando di Andrea Fugnanesi e di Antonio Bufi, due forti personalità molto diverse fra loro ma accomunate dall’estro, dalla conoscenza e dal rispetto assoluto verso la materia prima. Così, felici di averci visto lunghissimo, siamo tornati da quelli che potremmo definire dei “vecchi amici’’ per raccogliere le loro impressioni a caldo sull’evento e, più in generale, sulla settimana trascorsa nello Stato Verde-oro.

Quest’oggi vi riportiamo la chiacchierata con Andrea Fugnanesi, il talento umbro che si sta confermando sempre più ai vertici della scena ristorativa italiana.

Piccolo-grande Andrea, che piacere ritrovarti! Beh, ora che hai metabolizzato il fuso orario, ti chiedo subito come è andata in Brasile.

L’esperienza della “settimana della cucina di San Paolo” è stata meravigliosa. Ha lasciato un segno profondo, incancellabile. Uno di quei segni che rimarranno per sempre nel mio cuore e nella storia del mio percorso professionale.

Potresti spiegare meglio di cosa si trattava ai nostri amici lettori?

Il consolato italiano assieme a Gerardo Landulfo (l’organizzatore e creatore della “settimana”) convocano dall’Italia 20 chef, uno per regione, e li collocano in un ristorante di Sao Paulo. Quindi… 20 chef italiani per 20 ristoranti… una figata!

Avrai faticato molto per rendere giustizia alla tua amatissima regione.

Certo, l’Umbria è parte di me, del mio cuore, e dal momento che la rappresentavo, sentivo addosso tutta la responsabilità di questa cosa. Ho creato un menù umbro con tecniche moderne. La mia missione era quella di soddisfare i clienti e, soprattutto, di sviluppare un ottimo rapporto con i miei collaboratori brasiliani, per permettere a tutti i commensali un viaggio gastronomico in Italia.

E con i tuoi connazionali delle altre regioni hai creato dei buoni legami?

Sì, molto. E’ stata una esperienza non solo bella, ma formativa. Il confronto è fondamentale.

Il ricordo più bello che custodirai di questo viaggio d’oltreoceano?

Non riesco ad indicartene uno, tutta la settimana è stata fantastica. E questo è stato merito della grande squadra che avevo in Brasile… meglio della Selecao di calcio!

Che ti è parso del Brasile? E della città di Sao Paulo? Sembra che ci siano più Italiani lì che in qualsiasi altra città italiana.

San Paolo è una città molto grande e piena di divertimento, di vita. Lì la cucina italiana è replicata veramente bene ed anche i prodotti sono di ottima qualità.

Dopo aver conosciuto la loro gastronomia, pensi che porterai qualche loro piatto o preparazione nei tuoi menù?

Sicuramente. Qualche carne o qualche tipo di frutto, in futuro, mi piacerebbe utilizzarli .

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Una grande crescita sia personale che professionale. E’ stata un esperienza unica, sicuramente da ripetere

Senti di dover ringraziare qualcuno?

Si. Vorrei ringraziare Geraldo Landulfo, Sauro Scarabotta, Silvia Percussi e Lamberto Percussi (proprietari della Vinheria Percussi). Silvia e Lamberto mi hanno trattato come un componente della loro famiglia, mi sono sentito semplicemente a casa. Gerardo e Sauro, invece, mi hanno dato questa opportunità unica, inimmaginabile, nella quale ho potuto portare la mia Umbria in un paese lontanissimo. Sarò loro eternamente riconoscente.

 

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