Sandro Romano, è un vero sapiente del cibo. Giornalista e gastronomo, console per il Sud Italia e Sicilia dell’accademia italiana gastronomia storica, corrispondente per la Puglia di Italia a Tavola e direttore Oraviaggiando. Più di seimila libri di gastronomia trovano posto nella sua personalissima biblioteca, pari solo a quella, leggendaria, d’Alessandria d’Egitto. Premio Apicio 2015 dell’Università san Raffaele di Roma. Ma ciò che più affascina di lui, è che sia un pazzo scatenato, d’altro canto “se sono normali, non li vogliamo”! Lo abbiamo incontrato a margine dell’evento “Sindaci ai fornelli!” edizione 2018, un format dal grande successo popolare, in grado di unire mondi molto distanti fra loro come quello della cucina e quello della politica.

Ascoltiamo direttamente le sue parole.

Wooow Sandro Romano, finalmente è finita, tira un pò il respiro. Anche questa edizione di “sindaci ai fornelli !” è passata, tra l’altro con dei numeri se possibile ancora maggiori rispetto a quelli dell’anno scorso. Considerazioni a caldo?

“Sindaci, ai fornelli!” lascia poche pause, perché appena finisce si inizia a lavorare per la prossima edizione. Verissimo, abbiamo avuto numeri ancora maggiori rispetto alle scorse edizioni ma i progetti per il prossimo anno sono molto ambiziosi. A caldo posso dirti che sono molto soddisfatto, c’è stato grande interesse da parte dei giornali e delle tv e grande partecipazione del pubblico. Ma la magia che si crea è il clima giocoso che vede i primi cittadini cimentarsi in un’attività per loro inusuale, mentre i cuochi abbandonano la routine quotidiana e si calano in un clima di divertente e sana competizione. Insomma, ormai tutti vogliono partecipare per divertirsi ma tutti si impegnano tantissimo per vincere.

Ci racconti la genesi e l’albo d’oro di un evento giunto ormai alla sua sesta edizione, che fa collidere due galassie distanti fra loro (ma entrambe, indiscutibilmente, ‘’pop’’) come cucina e politica?

“Sindaci ai fornelli!” nasce nel 2013 da una mia vecchia idea di cui ebbi modo di parlarne con il sindaco e il vicesindaco di Capurso in occasione di un caffè. Nacque con soli 4 sindaci e 4 cuochi per passare già nel 2014 a 8 cuochi e 8 sindaci. Dalla terza edizione del 2015 si è passati all’attuale formula quella a 10 cuochi e 10 sindaci. I vincitori sono stati: 2013 Mimmo Birardi Sindaco di Casamassima insieme al cuoco Danilo Vita (partecipò Emiliano allora sindaco di Bari); 2014 Michele De Santis sindaco di Cellamare e Giuseppe Lovascio sindaco di Conversano insieme a Daniele Caldarulo e Michelangelo Sparapano; 2015 Francesco Crudele sindaco di Capurso e Fiorenza Pascazio sindaco di Bitetto insiema Daniele Caldarulo e Giuseppe Panebianco; 2016 Francesco Spina sindaco di Bisceglie e Giuseppe Lovascio sindaco di Conversano insieme a Andrea Cannalire e Gianni Viceconte; 2017 Ivan Stomeo sindaco di Melpignano e Giovanni Gugliotti sindaco di Castellaneta insieme a Cosimo Russo e Marcello Miacola; 2018 Michele Abbaticchio sindaco di Bitonto e Alessio Pascucci sindaco di Cerveteri insieme a Antonio Bufi e Fabio Quaranta.

C’è stato, all’interno di questa ultima edizione, un momento in cui hai avuto delle serie preoccupazioni? Che so, un problema tecnico, organizzativo, insomma un qualche umanissimo frangente di panico?

In realtà no, tutto è andato bene anche se tra mille difficoltà poiché, come spesso accade, molte cose sono state fatte all’ultimo momento. ma lo staff che mi ha affiancato è stato fortissimo.  Piuttosto, vorrei dire che c’è stato un momento in cui avrei voluto pubblicamente stigmatizzare il comportamento di una tv privata che non ha inviato la troupe, pare per contrasti politici. Se è vero, trovo sia un modo becero di fare giornalismo, senza considerare che la politica in questo gioco non c’entra una mazza. Ma ho preferito tacere, non valeva la pena dare importanza a questa cosa e rischiare di appesantire il clima di festa che caratterizza questa manifestazione. Ottimo l’appoggio, invece, di tutti media partner e di tantissime testate che hanno dato il giusto risalto alla serata capursese.

Allestire e armonizzare una macchina così enorme penso non sia assolutamente facile. C’è qualcuno che vuoi ringraziare in particolar modo?

Per la prima volta quest’anno sono riuscito a concentrarmi solo sul ruolo di direttore artistico perché sono stato affiancato dallo staff straordinario di RP Consulting  di Giovanni Ventrelli per l’organizzazione e dalla bravissima Annamaria Natalicchio per la comunicazione. Desidero ringraziare soprattutto loro, una squadra che con più tempo a disposizione potrà davvero portare questo format a livelli ancora più alti. Poi ci sono gli sponsor, perché una manifestazione come questa ha bisogno di sostegno per poter crescere.

Con il comune ed il sindaco di Capurso, cittadina sede dell’evento, che rapporti umani e collaborativi corrono?

Ottimi. Il sindaco Francesco Crudele e il vicesindaco Michele Laricchia sono uomini capaci e con loro ho un bel rapporto di amicizia. In tantissime mie iniziative, inoltre, collabora con me Vito Prigigallo, dirigente comunale ma soprattutto grande amico e collega giornalista, grande esperto di calcio che non disdegna incursioni nel mondo della gastronomia.

Hai qualche ricordo legato a Capurso? Quale?

Alcuni anni fa io e mio fratello Michelangelo organizzammo una bellissima mostra sul pane italiano. Fu una bella esperienza, perché riuscimmo a far arrivare oltre 100 tipologie di pani da tutta l’Italia. Fu molto appagante per me poter fare da cicerone alle scolaresche e a tutti i visitatori, spiegando le tipologie regionali e rispondendo alle loro curiosità.

La politica che prende in giro se stessa, come in un carnevale fuori stagione. Quanto è importante il lato autoironico dell’evento?

Il lato autoironico è la parte più importante, quello intorno al quale ruota tutto il successo della manifestazione. Se i sindaci dovessero perdere la voglia di partecipare per il solo motivo di far parte di uno spettacolo, della voglia di “fare squadra” e dovessero considerare la loro partecipazione come una specie di continuazione delle loro campagne elettorali, si perderebbe tutto il divertimento e l’atmosfera giocosa. Ma ti assicuro che questo non lo permetterò mai.

Invece, quello enogastronomico? Quali sono le finalità “di pancia”?

La finalità di pancia è solo quella di divertirsi mettendo insieme tasselli molto diversi di due settori, come la politica e la gastronomia, che attirano tantissimo. C’è, però, una finalità “di testa”, cioè la voglia di fare promozione al territorio, al turismo, alla cultura e alla gastronomia di una regione straordinaria come la Puglia, utilizzando chef e sindaci come testimonial, in una serata aperta gratuitamente al numeroso pubblico. Quello che in una sola parola è definibile davvero come “marketing territoriale”.

Tra i giudici, tutti alti esponenti del settore, hai qualcuno a cui inviare un “grazie” particolare? ed al mattatore della serata, Antonio Stornaiolo, cosa diresti (trattieniti dagli improperi, please) ?

I giudici, grandissimi professionisti e grandissimi amici, non posso che ringraziarli tutti e, se dovessi fare nomi, avrei almeno un motivo per essere grato ad ognuno di loro. Diventerebbe troppo lunga questa intervista, quindi mi limito ad un abbraccio per tutti ed in particolare alle due carissime amiche che ne hanno fatto parte, la maestra di cucina Palma D’onofrio e il dirigente scolastico Rosanna Cirasino. la parte “gentile” della rude giuria. A Stornaiolo non c’è nulla da dire se non che è un vero mattatore che ha reso “Sindaci, ai fornelli !” molto più sprint. Le sue continue battute e i suoi sfottò ai sindaci e al governatore Emiliano hanno fatto salire molto di tono la manifestazione. E’ forte assai.

Del team vincitore invece che ne pensi? Per chi non dovesse conoscere Chef Bufi, tratteggia un po’ il suo profilo.

Una squadra molto forte che rappresentava la città e il progetto “Bari Centrale”. Antonio Bufi è, secondo me, uno tra i cuochi più bravi dell’intera regione. Lo scorso anno, alla sua prima partecipazione, era già arrivato secondo. Tecnicamente molto preparato, dotato di sensibilità verso le materie prime come pochissimi, ha portato una ventata di novità nella cucina del capoluogo. E’ un professionista di alto livello, carattere giocherellone eppure molto serio sul lavoro fino a diventare persino scontroso, ma solo perché in cucina si concentra su quello che sta facendo. Fabio Quaranta, l’altro componente della squadra, è un pastry chef, titolare di una pasticceria storica nel quartiere Libertà di Bari. E’ un altro ragazzo in gamba dotato di grande umiltà e professionalità, anche lui sempre allegro e disponibile. Sono sicuro che, insieme, si siano divertiti da morire.

Detto fra noi, in camera caritatis, la focaccia fatta dal governatore era almeno commestibile?

L’ho assaggiata ed era ottima. Lui, in realtà, ha solo steso l’impasto nella teglia, “sckattato” i pomodori e condita con olio sale e origano. L’impasto era bell’e pronto, già preparato da un focacciaro doc come Giovanni Di Serio. Però Emiliano è stato simpaticissimo, ha persino servito, insieme al sindaco di Capurso, la focaccia al pubblico.

Definisci la Puglia fingendo di doverla ”spiegare” ad un extraterrestre.

Gli direi che si troverebbe benissimo, come se stesse a casa sua. Perché la Puglia è di per sé un luogo “extraterrestre”. Il rischio per lui è di innamorarsene così tanto da non voler andare più via. Una volta assaggiati le pùlpe rìzze, le fave e cequère, la tiedde de rise patane e cozze, le brasciole di cavallo, le cozze crude col provolone, le popizze e le sgagliozze,  come fa a rimettersi sull’astronave per tornarsene a casa?

Cosa bolle nella pentola dell’infaticabile Sandro? Nuovi eventi… idee… avanti, caccia qualche spoiler!

Come sempre tante cose. Già stiamo lavorando alla settima edizione di “Sindaci, ai fornelli !” e fra qualche mese rifaremo “La Disfida dei calzoni di cipolle”, altro bel format teso alla divulgazione delle tante ricette della nostra regione. L’altro evento che mi piacerebbe riuscire a far crescere ancora è “La giornata mondiale della Tiella di riso patate e cozze”, che ha avuto grande successo nelle due precedenti edizioni, ma che vorrei portare nelle strade di Bari Vecchia e trasformare in una manifestazione che possa portare in città nuovi visitatori, attirati dalla nostra gastronomia e dalla bellezza della nostra città. Mi è stato proposto anche di organizzare un gara tra ristoranti sugli spaghetti all’assassina e mi piacerebbe realizzare qualcosa su un argomento che amo e che conosco molto bene, cioè la cucina dei vari paesi del Mondo.